giovedì 26 giugno 2014

Il busto di Nefertiti a Berlino: la "bellezza del Nilo"




Non potevo certo passare qualche giorno di vacanza  a Berlino senza parlare di lei, "la donna più bella della città", come la definiscono i più entusiasti: Nefertiti.


Una piccola scultura in pietra calcarea ricoperta di gesso policromo, alta una cinquantina di centimetri e ora conservata al Neues Museum.
Una donna bellissima, con il collo lungo lievemente inclinato in avanti quasi a sostenere meglio il peso della corona, il naso sottile, gli zigomi alti, le labbra carnose che accennano appena a un sorriso. 
Di un fascino così ammaliante da far dimenticare che uno dei due occhi è vuoto. Solo il destro è completo, con l’iride tagliata in un minuscolo pezzo di cristallo di rocca- su cui è stata incisa e poi dipinta in nero la pupilla- inserito in uno strato di cera trasparente.


Malgrado l'assenza di ogni iscrizione, non ci sono dubbi che l'affascinante "regina policroma" sia Nefertiti (1390-1352 a.C.), "la bella che qui è giunta" stando al significato del suo nome, la moglie del faraone Akhenaton, celebre per avere imposto il monoteismo e il culto esclusivo di Aton, il dio del sole
"Signora della felicità, dal viso luminoso": la descrive un’iscrizione funeraria. E meglio non si potrebbe definire la dignità e la grazia di questo busto.
"Ogni descrizione è inutile, bisogna vederla":- scrive l’archeologo tedesco Ludwig Borchard dopo aver scoperto  la scultura- il 6 dicembre 1912- durante gli scavi finanziati dal mecenate James Simon, amico personale dell’imperatore prussiano Guglielmo II. 
Il sito era quello di  Tell El Amarna, al nord di Tebe, proprio là  dove, per un breve periodo, Akhenaton aveva spostato la capitale del regno. 

Chissà che sorpresa, quando fu ritrovata tra una serie di pezzi  provenienti da quello che fu identificato come il laboratorio dello scultore "Thutmosis", responsabile dei monumenti reali. 
Un busto come questo, era particolarmente raro nell'arte egizia: secondo gli studiosi poteva servire come modello per i collaboratori meno esperti per eseguire la testa  delle sculture dedicate alla Regina, mentre i corpi, probabilmente, erano completati altrove. E sarebbe stato lasciato incompiuto dallo scultore, quando partì precipitosamente per Tebe.

Il busto fu portato a Berlino insieme agli altri, provenienti dallo scavo, mentre la metà dei reperti- secondo gli accordi- veniva lasciata in Egitto. 
Rimase, poi, una decina d'anni nella dimora berlinese  di James Simon, cui spettava la proprietà di molti degli oggetti recuperati, finché, nel 1924, non fu donato al museo ed esposto per la prima volta al pubblico. 
E da allora fu un innamoramento collettivo.
Cartoline, copie, riproduzioni, ma anche citazioni sui giornali, nei cataloghi, studi nelle riviste specializzate: fiumi d’inchiostro versati per descrivere quella bellezza, allo stesso tempo, antica e moderna.

Moderna, appunto! Anche troppo per lo studioso svizzero Henri Stierlin,  che in un libro del 2009, sostiene che il busto sia in realtà un falso. 
Macché regina di 3.400 anni fa!  Macché  moglie di Akhenaton! 
Il busto altro non sarebbe che una scultura "art déco" fatta eseguire, utilizzando pigmenti antichi, dallo scultore Gerhard Marcks (1889-1981). 
Borchardt avrebbe commissionato lui stesso il  busto-ritratto per avere un'idea dell'aspetto di Nefertiti che "fino ad allora, si poteva vedere solo di profilo così com'era raffigurata nei bassorilievi". 
Una volta esposta, la statua sarebbe stata definita originale "per condiscendenza nei confronti di un principe tedesco che, al suo cospetto, avrebbe manifestato un ammirato stupore". 

L'archeologo, scrive lo studioso svizzero, «non avrebbe avuto il coraggio" di ammettere che era un falso per non deludere un ammiratore di quel calibro. 
Descrizioni di scavo lacunose, se non inesistenti, l'assenza per più di un decennio dalle collezioni pubbliche e, poi, l'idea stessa del busto, con le spalle tagliate in verticale, del tutto inusuale  nell'arte del tempo. 
Senza contare quel profilo troppo moderno, di un'eleganza tipica dell'"art déco". 
Tutto, secondo Stierlin, deporrebbe a favore di un falso.

Niente affatto! Sono insorti gli archeologi e gli studiosi del museo: tutte le analisi fatte finora confermano l'autenticità. 
E, per di più, lo scultore Gerhard Marcks, di cui parla Stierlin, non sarebbe nemmeno andato in  Egitto. 
Il nome Marcks, che compare tra gli addetti agli scavi, sarebbe, in realtà, quello del fratello dell'artista del tutto digiuno di scultura e incapace di una simile creazione.
Insomma, gli animi si infiammano, la discussione si fa serrata, gli articoli si moltiplicano.

Nel frattempo, Nefertiti, la "bellezza del Nilo", vera o falsa che sia, rimane imperturbabile, mentre il suo sorriso sembra farsi sempre più enigmatico.
Che volete? Le polemiche, la curiosità, l'interesse della gente non fanno che aumentare il suo fascino. 
Vecchia di tremila anni o  di un secolo, cosa importa? 
A una bella donna, come si sa, non si deve mai chiedere l'età.






Per il libro di Henri Stierlin qui è il link


9 commenti:

  1. si, bisogna ammettere che il piglio è un po' troppo attuale, ma accipicchia se è bella!

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  2. e pensare che quelle ragazze e donne che arrivano dall'Etiopia e dalla Somalia e dal Sudan sono sue pronipoti, molte di loro con una bellezza simile, ma a noi piacciono solo le statue.

    come con Gesù, quelli che sono devoti lo sono di uno che se apparisse oggi finirebbe in un Cie, così va il mondo.

    Nefertiti l'ho vista nella notte dei musei, a Berlino, una decina d'anni fa, è bellissima

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  3. Hai scovato.l'ennesimo enigma!! Questi dubbi sulla sua autenticità non li sapevo... Comunque, come dici tu, che importanza ha??? Si tratta comunque di un busto molto ben eseguito che rappresenta, in tutta la sua regalità; una donna passata alla storia per la sua bellezza!!!
    Ciao Grazia

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  4. Io sto con Stierlin
    mai vista una pittura o una statua egizia con quel sorriso
    mai vista in Egitto una bellezza così occidentale
    tutta la statuaria egizia non ha niente a che vedere con la modernità di questo busto
    Ma porco boia se è bella!
    Una donna così a fianco chi non la vorrebbe?
    allora diciamocela tutta, l'ha fatta Marcks e l'ha fatta bella.

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  5. Nel libro di Camille Paglia " Sexual parsonae" capitolo - Nasce l'occhio dell'occidente - è descritto anche li molto bene

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  6. Grazie a tutti per i commenti! È vero che di fronte a tanta bellezza sembra quasi inutile interrogarsi se il busto sia vero o falso. Quando vi vede il busto nel nuovo straordinario allestimento del Neues Museum non si può che ammirare!

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  7. Difetto di origine e di...vista, ok. Ma sono due sviste su cui comunque si può tranquillamente sorvolare per godersi questa statuaria visione.

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  8. Ho passato un pomeriggio al Metropolitan Museum di New York, e ho pensato a quanto sarebbe stato bello averti com guida :-)

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