sabato 1 dicembre 2018

Il ciclo dei mesi del Duomo di Otranto: dicembre





Ultimo mese di un anno che sembra cominciato appena ieri e ultimo foglio del calendario che ho scelto per il mio blog in questo 2018: il ciclo dei mesi inserito nella lussureggiante decorazione a mosaico del pavimento del duomo di Otranto, creato dal monaco Pantaleone tra il 1163 e il 1165 su commissione dell’allora vescovo della città.


Come in molti calendari medioevali dicembre si presenta sotto l'aspetto truce di un contadino o, forse, di uno di quei norcini che al tempo percorrevano le campagne, offrendo i loro servizi: l'uomo è raffigurato con una corta tunica svolazzante nel momento in cui, a gambe divaricate per darsi maggior forza, sta vibrando un letale colpo di coltello alla gola del maiale selvatico che tiene fermo con la mano sinistra.
Accanto, sulla destra, un altro maiale sta aspettando il suo turno.

Una scena questa che forse turba la nostra fin troppo delicata sensibilità moderna, ma che all'epoca, non era considerata come un atto di violenza, ma, anzi, come una festa, una sorta di rito collettivo, a cui partecipavano tutti.
L’uccisione del maiale era, infatti, uno degli eventi più importanti, visto che la morte dell’animale assicurava provviste per tutto l’inverno e la possibilità di sfuggire alla fame nel periodo più duro dell'anno. 
La scena è sovrastata dal Sagittario, segno astrologico che presiede al periodo.


Con questa immagine si chiude il calendario del 2018: l'anno prossimo altre rappresentazioni e altre opere ci accompagneranno nel trascorrere dei mesi.





giovedì 1 novembre 2018

Il ciclo dei Mesi del Duomo di Otranto: novembre




 "O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia. Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale, la mano di tarocchi che non sai mai giocare...": cantava Francesco Guccini. 
Nella sua "Canzone dei dodici mesi" novembre era il mese triste dei morti: "Cala novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli orti, lungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti..".
Nel calendario di quasi nove secoli fa  che ho scelto quest'anno per il mio blog, il ciclo dei mesi inserito nella decorazione a mosaico del Duomo di Otranto creata dal monaco Pantaleone tra il 1163 e il 1165, Novembre si presenta, invece, sotto tutt'altro aspetto



Qui il mese è rappresentato come un contadino in piena attività. 
Sotto l'immagine del segno zodiacale del periodo, lo Scorpione, e la scritta "November", un giovane uomo sta spargendo i semi che tiene raccolti nella tunica di cui sorregge un lembo.
Nel calendario dei lavori agricoli questo è uno dei momenti più importanti dell'anno: alla semina, infatti, è affidata tutta la speranza di  un futuro senza lo spettro della carestia e della fame e di attraversare con più tranquillità il periodo più cupo dell'inverno.
Per questo il contadino si è circondato di tutti gli oggetti che gli consentiranno di difendersi dal freddo quando dovrà rifugiarsi in casa per sfuggire all'inclemenza del tempo.
Accanto a lui ha un'ascia con cui spaccare la legna per riscaldarsi e, insieme  al corno da cui bere acqua fresca, si è procurato anche  un barilotto di vino. 
Per mangiare non c'è problema: bastano un prosciutto e  quello che sembra un tarallo di pane.
Un Novembre, insomma, tranquillo e ottimista che ci insegna come,  ben riforniti, si possa superare la cattiva stagione e aspettare con serenità il nuovo raccolto della primavera.







lunedì 1 ottobre 2018

Il ciclo dei Mesi del Duomo di Otranto: ottobre




Il tempo corre davvero veloce, tanto che quasi senza accorgermene, sommersa da tanti eventi, sono arrivata al primo di ottobre. 
Anche se sono in vacanza in montagna e il clima assolato consente giorni interi di passeggiate, non posso sfuggire all'impegno di guardare insieme cosa ci riserva l'immagine del decimo mese dell'anno nel calendario che ho scelto per quest'anno: la raffigurazione del ciclo dei mesi inserita nella decorazione a mosaico del pavimento del Duomo di Otranto creato tra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleone per l'allora vescovo della città.
Ed ecco quindi come appare l'ottobre di quasi nove secoli fa:



Sotto una grande bilancia che simboleggia il segno zodiacale del periodo e la scritta "Octo/ber" il mese è raffigurato come un contadino intento ad arare.
A piedi nudi, ma con una tunica pesante e un cappello in testa, guida i due buoi  che, aggiogati, tirano il grande aratro.
Un lavoro duro e pesante, ma necessario per predisporre il terreno alla semina.
Il mese si apre, dunque, con una rappresentazione della fatica dei campi, che però ci restituisce anche il senso della speranza nel futuro raccolto: l’immagne giusta per accompagnare il momento di passaggio tra l’estate, la stagione per antonomasia delle vacanze e della spensieratezza  e gli impegni dell’autunno.






sabato 1 settembre 2018

Il ciclo dei Mesi del Duomo di Otranto: settembre




L'estate sta finendo come affermava il titolo di una canzone di qualche anno fa. Settembre è alle porte, ma di certo non può iniziare se non scoprendo l'immagine del calendario che ho scelto per quest'anno: il ciclo dei mesi inserito nella decorazione a mosaico del pavimento  del Duomo di Otranto creato tra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleo per l'allora vescovo della città.
Ed ecco allora  come si presentava quasi nove secoli fa il mese di settembre:




Ancora una volta, come nella rappresentazione di Agosto, l’attività dei campi scelta per illustrare questo momento dell'anno è quella della vendemmia. 
A destra compare il segno zodiacale del mese, la Vergine, rappresentata come una giovane donna con i capelli raccolti in una treccia e una spiga di grano nella mano destra.

Sotto la scritta Sep/te[m]/ber che identifica il mese è, invece, raffigurato un contadino che, con un cappello in testa e una corta tunica sta pigiando, a piedi nudi, i grappoli d’uva appena raccolti in un grande tino.
Nelle mani tiene due bastoni con cui si aiuta nella pigiatura: intanto il mosto defluisce in un recipiente più piccolo attraverso uno scolo laterale.
Una scena movimentata e piena di vitalità che ben rappresenta il periodo dell'attività dopo il riposo estivo  e che, con la fragranza del profumo del mosto, ci introduce alla dolcezza dell'autunno.