venerdì 1 dicembre 2017

Un calendario d'Oriente:le "Cento famose vedute di Edo" di Utagawa Hiroshige




Chi l'avrebbe mai detto! Mi sembra ieri che ho iniziato a sfogliare il calendario che ho scelto per questo 2017- la serie di stampe con le "Cento famose vedute di Edo" realizzata tra il 1856 e il 1857 dal grande pittore giapponese Utagawa Hiroshige-  e, invece, siamo già arrivati all'ultima immagine. 
Per concludere- come si usa dire- con il botto e illustrare degnamente il mese di dicembre mi parsa particolarmente adatta la stampa intitolata  "Fuochi d'artificio sul ponte Ryōgoku":



In realtà qui non si tratta di una festa di fine d’anno, ma della raffigurazione di un evento che si tiene presso il ponte di Ryōgoku sul Sumida-gawa, uno dei più grandi della popolosa città Edo, attualmente ribattezzata Tokyo. 
Il ventottesimo giorno del quinto mese dell’anno del calendario giapponese, si celebrava, proprio nelle vicinanze del ponte, la festa del kawabiraki (letteralmente "l'apertura del fiume"), con una abluzione rituale che la devozione popolare voleva servisse ad allontanare gli spiriti maligni.  

Fin dalla prima metà del Settecento, la festa diventò una delle preferite dei cittadini di Edo che vi accorrevano in massa, riempiendo il fiume di imbarcazioni grandi e piccole e affollando i numerosi locali e i ristoranti  alla moda situati sulle rive. 
L'evento culminava con un grande spettacolo di fuochi d'artificio, rappresentati da Hiroshoige, in alto a destra, come una scia luminose e come minuscole  stelle che rischiarano con il loro bagliore il cielo notturno.

La composizione della scena con la raffigurazione del ponte e della barche in primo piano e i piccoli punti di luce  che si stagliano sul grigio della notte, sottolineano l'atmosfera della festa e compongono un'immagine che mi è sembrata bene augurante, la migliore per finire in bellezza questo ultimo mese del 2017 e sperare in un anno nuovo splendente per tutti.



mercoledì 1 novembre 2017

Un calendario d'Oriente: le "Cento famose vedute di Edo"di Utagawa Hiroshige





Sembra solo a me che il tempo passi troppo velocemente? 
Ho l’impressione di avere iniziato appena ieri a sfogliare il calendario di quest’anno e, invece, siamo già arrivati all'undicesimo mese, tanto che è ormai l’ora di vedere cosa ci riserva l'immagine che ho scelto per novembre tra la serie delle "Cento famose vedute di Edo" realizzata tra il 1856 e il ’58 dal pittore e incisore giapponese Utagawa Hiroshige.
Ed ecco, dunque, la stampa intitolata "Gli aceri di Mama, il santuario di Tekona ed il ponte di Tsugihashi":



Tutta la bellezza dell’autunno è racchiusa nei due grandi aceri che inquadrano la scena con le loro foglie rossastre che stanno per cadere. 

In secondo piano, sullo sfondo del monte Tsukuba, si intravede la gente che passeggia lungo il fiume Edo-gawa per ammirare lo splendore delle ultime foglie autunnali. 
Siamo nella cittadina di Mama a est della capitale Edo (l'odierna Tokyo), dove sorge il lungo ponte (Tsugihashi), raffigurato al centro, e il frequentatissimo tempio di Guho-ji. 
Sia il ponte che l’edificio sacro sono legati a una leggenda, all'epoca assai popolare e celebrata in un poema del VII secolo, secondo cui la bella contadina Tekona si sarebbe gettata nel fiume, proprio su queste rive, per sfuggire ai suoi pretendenti. 
Sul luogo, agli inizi del XVI secolo, fu costruito il tempio, visibile nella scena sulla sinistra, dove i devoti pregano per la salvezza dalla malattia e le donne chiedono protezione per il parto.

La luce del sole al tramonto conferisce alla composizione un tocco di malinconia che ben si accorda con l’atmosfera di questo mese che i versi di una poetessa, attenta alle minime sfumature del passare del tempo, come Emily Dickinson (1830-1886) evocano così:

Il Giorno diventò piccolo, circondato tutto
Dalla precoce incombente Notte-
Il Pomeriggio in Sera profonda
la sua Gialla brevità distillò-
i Venti smorzarono i loro passi marziali
le Foglie ottennero tregua-
Novembre appese il suo Cappello di Granito
a  un chiodo di Felpa.




domenica 1 ottobre 2017

Un calendario d'Oriente: le "Cento famose vedute di Edo" di Utagawa Hiroshige



Inizia oggi il decimo mese dell’anno: anche se c’è ancora il sole, l’aria è più fresca e si può chiaramente avvertire che siamo già in autunno. Per questo, per cominciare al meglio ottobre, condivido un’immagine che ha il colore di questa stagione, staccando il decimo foglio dal calendario che ho scelto per questo 2017: la serie delle "Cento famose vedute di Edo" realizzata tra il 1856 e il 1858 dal pittore e incisore giapponese Utagawa Hiroshige.
Ed ecco, dunque,  la stampa intitolata: "Il santuario Akiba a Ukeij":



La scena è ambientata nel giardino del santuario di Akiba, dedicato alle divinità che proteggono dalle sciagure e dagli incendi.  
I colori che spiccano tra le rare chiome  degli alberi sempre verdi sono quelli caldi e luminosi dell’ocra e dell’arancio delle foglie degli aceri che si riflettono nelle acque placide dello stagno. 
In basso a sinistra, sulla terrazza di un padiglione da tè, un uomo è intento a dipingere il paesaggio che si estende davanti ai suoi occhi. 
Secondo alcuni studiosi questo sarebbe un autoritratto dello  stesso Hiroshige che si sarebbe raffigurato, all'interno di un tempio particolarmente caro alla sua famiglia, insieme alla moglie Yasu e al figlio Tatsu.
Una testimonianza dell'amore del grande artista per la natura e dell'incanto che per un pittore rivestono le sontuose tinte autunnali. 
Ottobre, per chi lo sa guardare, è uno dei mesi più belli, da godere in tutte le sfumature, consapevoli di vivere- come nella bellissima poesia di Vincenzo Cardarelli- il tempo dell'anno che, anche se non ha più la bellezza sfolgorante dell'estate, non si è ancora arreso ai rigori dell'inverno.
OTTOBRE
Un tempo, era d’estate,
era a quel fuoco, a quegli ardori,
che si destava la mia fantasia.
Inclino adesso all’autunno
dal colore che inebria,
amo la stanca stagione
che ha già vendemmiato.
Niente più mi somiglia,
nulla più mi consola,
di quest’aria che odora
di mosto e di vino,
di questo vecchio sole ottobrino
che splende sulle vigne saccheggiate.

Sole d’autunno inatteso,
che splendi come in un di là,
con tenera perdizione
e vagabonda felicità,
tu ci trovi fiaccati,
vòlti al peggio e la morte nell’anima.
Ecco perché ci piaci,
vago sole superstite
che non sai dirci addio,
tornando ogni mattina
come un nuovo miracolo,
tanto più bello quanto più t’inoltri
e sei lì per spirare.
E di queste incredibili giornate
vai componendo la tua stagione
ch’è tutta una dolcissima agonia.








venerdì 1 settembre 2017

Un calendario d'Oriente: le "Cento famose vedute di Edo" di Utagawa Hiroshoige



L’estate è passata in un soffio e siamo arrivati ormai al nono mese dell’anno. 
Il foglio che staccherò dal calendario che ho scelto per questo 2017 - la serie delle "Cento famose vedute di Edo" realizzata tra 1856 e ’58 dal pittore e incisore giapponese  Utogawa Hiroshige -  ha già i colori dell’autunno.
Ecco dunque che settembre inizia con la stampa intitolata  “La cascate di Fudō ad Ōji”


Siamo a nord di Edo, la grande città a cui l'artista dedica le sue vedute e che sarà poi ribattezzata Tokyo.
All'interno di una foresta ombrosa domina la massa blu scuro dell’acqua della cascata di Fudo, che prende il nome da Fudō Myō-ō, il re considerato nella devozione popolare buddista, un simbolo di saggezza. 
Il luogo, rappresentato da Hiroshige, è legata a un’antica leggenda, secondo cui una giovane donna avrebbe pregato per cento giorni nuda sotto la cascata, fino a ottenere la guarigione del padre. 
La corda di canapa consacrata (shimenawa), legata in cima alla cascata, sottolinea la sacralità del luogo, che, ancora a metà Ottocento, era frequentato da devoti che vi si bagnavano, implorando per la loro salute.
Nella stampa in effetti è raffigurato un uomo nudo che sta entrando nello stagno, mentre un altro, che ne sembra appena uscito, è rifocillato da una domestica che gli versa il tè. 
Accanto, due donne con i loro eleganti kimono sembrano dirigersi anch'esse verso l’acqua.
L’andamento verticale della composizione accentua l’altezza della cascata, circondata dai tronchi degli alberi che conferiscono alla scena un carattere solenne, quasi fosse ambientata all'interno di un tempio.
Il sole sfolgorante che illuminava le stampe  precedenti  ha lasciato qui il posto a una luce soffusa e a una penombra che ben si accordano con l'atmosfera crepuscolare di settembre, il mese in cui l'estate già sfuma nell'autunno.