sabato 29 dicembre 2018

Calendari, lunari, almanacchi…(7)




Eccoci finalmente arrivati al calendario di quest’anno, il 2018, che è il più antico di quelli pubblicati in questo blog. 
Si tratta infatti di una rappresentazione del ciclo dei mesi che fu realizzata quasi nove secoli fa all'interno della ricchissima decorazione del mosaico pavimentale del Duomo di Otranto, creato tra il 1163 e il 1165 dal monaco Pantaleo su commissione dell’allora vescovo della città. 
Come sempre chi vuole, seguendo QUESTO LINK,  può rivedere tutte le immagini che ci hanno accompagnato nel corso dell’anno. 

Come scena bene augurale ho scelto ora di riproporre quella vitale e gioiosa del mese di settembre con il contadino che pigia in un grande tino i grappoli d’uva raccolti nella vendemmia, sperando in un nuovo anno inebriante come il profumo del mosto. 
E per il calendario del 2019 non ci resta che attendere qualche giorno per scoprire la sorpresa!










venerdì 28 dicembre 2018

Calendari, lunari, almanacchi... (6)



Con il penultimo calendario che ho pubblicato in questo blog si cambia di nuovo di epoca e di tecnica, ma anche e soprattutto di luogo. 
Stavolta le immagini che hanno accompagnato il 2017 sono arrivate dal Giappone scelte tra quelle che segnano il passaggio delle stagioni nelle  
"Cento famose vedute di Edo", la serie di stampe realizzate da Utagawa Hiroshige tra il 1856 e il 1858.
Come al solito potete trovare seguendo QUESTO LINK tutte le immagini e le loro descrizioni. 

Come scena rappresentativa scelgo ora quella di febbraio: nessuna presenza umana in questa stampa che per la sua audace inquadratura fu particolarmente amata dai pittori impressionisti, ma in primo piano solo un'aquila che sorvola la campagna innevata vicino alla città di Edo, poi ribattezzata Tokyo. 
L'augurio stavolta è che nel nuovo anno si possa volare in alto come aquile, lasciando a terra la zavorra di rancore e cattivi pensieri che spesso avvelenano i nostri rapporti sociali. 





giovedì 27 dicembre 2018

Calendari, lunari, almanacchi...(5)



Dopo la doverosa pausa natalizia, eccomi a ripercorrere con voi le immagini dei calendari che ho scelto per il mio blog e che hanno scandito, negli anni scorsi, il passare del tempo.
Dopo miniature, affreschi, sculture, arazzi, il quinto calendario ci immerge nello splendore delle vetrate, eseguite nel primo quarto del XIII secolo per il deambulatorio della cattedrale di Chartes. 
Come al solito seguendo QUESTO LINK potrete vedere le immagini di tutti i mesi e leggerne le descrizioni.
Per ora scelgo, come scena rappresentativa, quella sfolgorante di colori di marzo
Il mese è personificato da un contadino infreddolito che sta potando i rami intricati di una vite. 
Come suggerisce la posa, marzo è un mese di passaggio, che avanzando porta con sé giornate più lunghe e piene di luce e il tepore della primavera.
Il che mi pare si possa adattare al meglio a un augurio di buona speranza per il prossimo 2019.




lunedì 24 dicembre 2018

Calendari, lunari, almanacchi...(4)



Con il quarto calendario che ho scelto per il blog si cambia di tecnica e di secolo, trasferendoci nella Milano degli inizi del Cinquecento con il bellissimo ciclo di arazzi, commissionato dall'allora governatore della città Gian Giacomo Trivulzio ed eseguito dalla manifattura di Vigevano su disegno di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino. 
Seguendo QUESTO LINK troverete le immagini di tutti gli arazzi, ora conservati al Castello Sforzesco di Milano, con le loro descrizioni. 

Ripropongo ora, come immagine significativa, quella di aprile, dove il mese è personificato da un giovane con una corona di rose collocato su un piedistallo, mentre ai suoi piedi il verde dell'erba di riempie non solo di fiori di campo (primule, campanule, violette), ma anche di leprotti e di conigli da sempre simbolo di fecondità. 
Ai lati, contadini, ma anche dame e gentiluomini portano vassoi pieni di fiori. 
Una scena piena di dolcezza che spero porti bene per un nuovo anno dove, al posto degli insulti e del rancore, predominino gentilezza ed educazione.

Intanto, visto che siamo già alla vigilia, tanti auguri a tutti di un felice Natale!





domenica 23 dicembre 2018

Calendari, lunari, almanacchi…(3)




Il terzo calendario che ho scelto per il mio blog ci trasporta in pieno Medioevo, nel XIII secolo, quando il tempo di Dio era scandito dalle campane delle chiese e dalle feste liturgiche e quello degli uomini dalle stagioni e dagli antichi ritmi delle coltivazioni.  
I portali delle cattedrali, come delle umili chiese di campagna, vengono decorati allora con straordinari calendari scolpiti con le raffigurazioni dei mesi. 
Le immagini che ho scelto, alternando il Ciclo dei mesi della cattedrale di Ferrara (ora conservate al Museo della cattedrale) con quello della pieve di santa Maria Assunta ad Arezzo, le troverete tutte seguendo QUESTO LINK. 

La scena più rappresentativa che ripropongo ora è quella del mese di Settembre del Ciclo di Ferrara con il contadino che sta vendemmiando grappoli d’uva ormai pieni e maturi per depositarli nel grande cesto di vimini posto ai suoi piedi, con l’augurio di un prossimo anno di lieta abbondanza di frutti (e perché no?) di idee.







sabato 22 dicembre 2018

Calendari, lunari, almanacchi... (2)




Col secondo calendario che ho pubblicato in questo blog nel 2013 si fa ancora un viaggio a ritroso nel tempo, incontrando, a fine Trecento, gli affreschi con il ciclo dei mesi eseguiti da Maestro Venceslao per il principe vescovo Giorgio di Liechtenstein nella sala della Torre Aquila nel castello del Buonconsiglio di Trento. 
Troverete il resto di queste splendide immagini con le loro descrizioni seguendo QUESTO LINK. 
Intanto ho scelto, come scena più rappresentativa, quella del mese di gennaio con la battaglia a palle di neve che oppone nobili signori riccamente abbigliati sullo sfondo del castello trentino di Stenico in un paesaggio gelido che ci insegna a godere dei piaceri quotidiani anche nei giorni più freddi dell'inverno.






venerdì 21 dicembre 2018

Calendari, lunari, almanacchi... (1)




Manca appena una decina di giorni all'inizio dell’anno nuovo.
Tempo di bilanci? No, direi piuttosto, tempo di ricordi. Tanto che ho deciso di ripercorrere, i calendari che ho scelto di pubblicare dal 2012 su questo blog e le cui immagini mi (e ci) hanno accompagnato mese dopo mese. 

Allora, facendo un salto indietro di sei anni, il primo (e forse il più bello) è quello che illustra lo straordinario libro d’ore creato ai primi del Quattrocento dai fratelli Jean, Herman e Paul de Limbourg, maestri riconosciuti della miniatura fiamminga, e dai loro collaboratori per il duca Jean de Berry. 

Troverete le dodici immagini dei mesi, più quella dello zodiaco, con le loro descrizioni precise sotto QUESTO LINK
Per non ripubblicarle tutte, oggi ho scelto di rivedere insieme a voi quella della gioiosa e aristocratica cavalcata che festeggia la primavera nel mese di maggio 
Mi sembra che non solo rappresenti al meglio il gusto raffinato e prezioso che caratterizza tutte le scene del manoscritto, ma anche (il che non guasta) possa essere di buon augurio per un anno nuovo pieno di luce.








sabato 1 dicembre 2018

Il ciclo dei mesi del Duomo di Otranto: dicembre





Ultimo mese di un anno che sembra cominciato appena ieri e ultimo foglio del calendario che ho scelto per il mio blog in questo 2018: il ciclo dei mesi inserito nella lussureggiante decorazione a mosaico del pavimento del duomo di Otranto, creato dal monaco Pantaleone tra il 1163 e il 1165 su commissione dell’allora vescovo della città.


Come in molti calendari medioevali dicembre si presenta sotto l'aspetto truce di un contadino o, forse, di uno di quei norcini che al tempo percorrevano le campagne, offrendo i loro servizi: l'uomo è raffigurato con una corta tunica svolazzante nel momento in cui, a gambe divaricate per darsi maggior forza, sta vibrando un letale colpo di coltello alla gola del maiale selvatico che tiene fermo con la mano sinistra.
Accanto, sulla destra, un altro maiale sta aspettando il suo turno.

Una scena questa che forse turba la nostra fin troppo delicata sensibilità moderna, ma che all'epoca, non era considerata come un atto di violenza, ma, anzi, come una festa, una sorta di rito collettivo, a cui partecipavano tutti.
L’uccisione del maiale era, infatti, uno degli eventi più importanti, visto che la morte dell’animale assicurava provviste per tutto l’inverno e la possibilità di sfuggire alla fame nel periodo più duro dell'anno. 
La scena è sovrastata dal Sagittario, segno astrologico che presiede al periodo.


Con questa immagine si chiude il calendario del 2018: l'anno prossimo altre rappresentazioni e altre opere ci accompagneranno nel trascorrere dei mesi.