giovedì 15 settembre 2011

La doppia vita di Uta di Naumburg




Tra tutte le donne della storia dell'arte, quella con cui andrei a cena è Uta di Naumburg” (Umberto Eco)


Bello, affascinante, enigmatico il volto di Uta occhieggia, nelle mie vacanze in Baviera, da innumerevoli manifesti che pubblicizzano una mostra sul Maestro di Naumburg ( qui è il link)




Uta l'avevo vista per la prima volta, qualche anno fa, in Sassonia, nell'abside del duomo di Naumburg.

Era là, inconfondibile, tra le dodici grandi statue in arenaria di nobili sassoni, addossate ai pilastri del coro. Un complesso di sculture eseguito tra il 1250 e il 1260 dal cosiddetto Maestro di Naumburg, uno di quegli straordinari artisti, ancora anonimi, che lavoravano nei cantieri delle grandi cattedrali gotiche tra Francia e Germania.

Nelle dodici sculture l'artista  rappresenta i fondatori e i benefattori del duomo, vissuti un centinaio d'anni prima, tra XI e XII secolo. 
Non sono, dunque, ritratti, anche se hanno fisionomie ben precise e un'inconsueta attenzione alle espressioni, accentuata, sicuramente, dalla policromia originaria.
Sembra che ognuna abbia un carattere e una personalità propria.

Fra tutte Uta era la più bella, la più misteriosa.

Di lei sappiamo pochissimo: che era di una famiglia aristocratica di origine polacca, gli Askani di Ballenstedt, che il suo matrimonio fu celebrato nel 1026 e che non ebbe figli.

Poche citazioni e tutte legate al suo ruolo di moglie.
Anche in chiesa è raffigurata accanto al marito, il magravio Ekkehart di Meissen.

Lui robusto, col volto appesantito dal doppio mento e con i lunghi riccioli che sfuggono dalla berretta, porta con orgoglio i simboli della sua condizione di guerriero (lo scudo con l'emblema nobiliare e la spada) e cerca di darsi un'aria fiera, fissando, immobile, davanti a sé.

Lei, raffinatissima e altera, sorride enigmatica e distante.
Indossa una veste, ornata da un prezioso medaglione, e stringe, con una mano al di sotto della gola – quasi a proteggersi dal freddo umido della cattedrale – un pesante mantello, dall'ampio bavero rialzato sulla nuca, che le copre interamente il corpo.
Il volto, racchiuso da un bianco soggolo orlato d'oro e sormontato da un diadema decorato di gigli, è bellissimo: occhi a mandorla, sopracciglia arcuate, naso dritto e labbra appena ravvivate da un'ombra di rosso carminio.



È la rappresentazione perfetta della moglie devota: una nobildonna elegante e remota, bella e distante come un'icona.

Sembra incarnare, in maniera esemplare, i valori della fedeltà, della fierezza e della dignità, tanto che il ministro della propaganda nazista Goebbles, negli anni '30, pensò di eleggerla a immagine della purezza germanica e delle virtù femminili ariane.

Un fardello pesante da portare.

Ma siamo sicuri che Uta sia davvero così ?

Qualche sospetto viene, se si fa caso a particolari come la bocca altezzosa e imbronciata, al modo con cui sfugge ogni contatto con lo stolido marito, alla mano destra, dalle lunghe dita, che artiglia, con forza, una falda del mantello: manifestazioni di inquietudine, di insofferenza per un ruolo che, forse, le sta stretto.

Quando ho visitato la cattedrale ho avuto la sensazione che Uta nascondesse un segreto, che celasse un aspetto completamente diverso. 
Mi sembrava che al suo viso se ne potesse sovrapporre un altro. 
Ma quale ?

La risposta, imprevedibile, mi è arrivata da un libro *

Nel 1935, in uno studio della Walt Disney, con le scrivanie ingombre di schizzi, di libri di fiabe e testi d'arte, si sta preparando il primo vero film in cartoni animati: Biancaneve.
É il momento faticoso ed esaltante, in cui si cercano i modelli per i protagonisti.

Un'eroina dei cartoons, la bruna e prosperosa Betty Boop,è stata scelta per prestare le sue fattezze, addolcite e zuccherate, alla candida protagonista.
Si vuole dare, ora, un volto alla matrigna, alla strega, per cui è pronto il nome, dalle assonanze wagneriane, di Grimilde.

Non è facile, ma uno dei grafici, un immigrato di origine tedesca ha un'intuizione e sottopone una foto dell'algida bellezza di Uta a Walt Disney, che sta partendo per l'Europa in cerca di ispirazione.

Disney durante il suo soggiorno europeo ci ripensa ed è sempre più sicuro che Uta sia quelllo che cerca.
Altro che inteccherita e contegnosa nobile sassone: è proprio lei la strega che aveva immaginato.

Sulla nave del ritorno le conversazioni con una passeggera, che di donne malvagie sembra intendersene, la diva tedesca Marlene Dietrich, conferma la sua idea: Uta sarà una Grimilde perfetta.

Basterà mescolare i suoi nobili lineamenti con quelli di qualche dark lady del cinema, per esempio con le folte e scure sopracciglia e lo sguardo pungente di Joan Crawford, per trasformare la devota magravia in una strega inappuntabile.

Una piccola spinta e Uta, riveduta e corretta, o meglio, scorretta, è pronta a incarnare la vanitosa e crudele matrigna.
E così si affrancherà anche dal peso di fornire un esempio alla gioventù nazista: Goebbels non potrà certo indicare una strega come modello di virtù femminili.

L'aristocratica sassone, dall'intemerato e devoto passato, passerà dall'abside della cattedrale al grande schermo.
Sette secoli a far la moglie sottomessa e basta un cartone animato a svelare la sua vera natura.
Uta/ Grimilde: soave e perfida, passionale e algida, donna angelicata e fascino perverso.



Ed eccola, gli occhi pesantemente truccati, le sopracciglia sottolineate, le labbra scarlatte pronta a indossare il mantello nero da “regina della notte” e a scatenarsi nell'immaginario degli spettatori di ogni età.

Crudele, maligna, forse, ma libera. Finalmente.


* Il bel libro di Stefano Poggi, La vera storia della regina di Biancaneve dalla selva Turingia a Hollywood, Raffaello Cortina editore 2005 ripercorre tutta la vicenda della trasformazione di Uta in Grimilde compresi i retroscena politici.
Una gran bella storia, una ennesima dimostrazione che i viaggi più affascinanti sono quelli delle immagini.




21 commenti:

  1. Bella l'idea della nobile Uta che se ne va in giro per il mondo travestita da strega, libera di andare a cena anche con Umberto Eco, ammesso e non concesso che lo voglia !! Qui da te c'è sempre da divertirsi a leggere i tuoi post trattati sempre con levità e ironia. Ciao
    Anna

    RispondiElimina
  2. Davvero una lettura piacevole oltre che interessante. Uta, una donna bella, altera e infelice?

    Ciao

    Nou

    RispondiElimina
  3. Molto interessante il post e bellissima Uta. Nella raffigurazione del maestro di Naumburg vedo una regina dai tratti delicati e intenta quasi a proteggersi da un marito imponente: alza il bavero del mantello dal lato di lui e ha l'aria da "marchesa" sottomessa.
    Suscita tenerezza.
    ciao
    :-)

    RispondiElimina
  4. moglie giovane e bella di un vecchio panzone, destino comune alle nobili di un tempo. Infelice, forse segretamente innamorata di un suo sconosciuto Romeo...

    RispondiElimina
  5. Affascinante post, indubbiamente!
    Non ho mai pensato che una vera strega dovesse essere necessariamente vecchia rugosa e curva, troppo banale e didascalico identificare il brutto col male. La vera strega è sempre bellissima, e dico questo perchè c'è l'interessantissimo gioco fra immagine esterna e realtà interna, che cimenta nella conoscenza e nella scoperta di ciò che non si vede immediatamente.
    In realtà la strega, come la intendiamo comunemente oggi, è un portato del cristianesimo. Le streghe erano guaritrici che avevano molta conoscenza di erbe e rimedi. Ma ai cristiani venne di pensare che, come potevano fare il bene, potevano operare anche il male e quindi le condannarono. Quella del male è una fissazione ossessiva dei cristiani, penso anche che degradarono l'immagine di Eros che entra dalla finestra per fare l'amore con Psiche a quella di un pipistrellaccio che entra dalla finestra per succhiare il sangue. Un po' sessuofobi e misogini non trovi?
    Ma, secondo me, il tuo post è ben più profondo ed allude ad una storia plurimillenaria, quella della donna che è "costretta" ad essere strega dalla stupidità e dalla violenza dei ruoli in cui la costringono gli uomini. In altri termini la strega è l'altra faccia della moglie-madre obbligatoriamente fedele, devota e remissiva. Insomma o è scema o è strega, perchè non esiste-(va?) cittadinanza per un'immagine femminile davvero libera.
    Un forte abbraccio

    RispondiElimina
  6. Mi piacciono molto le storie che tu racconti, congiure, doppie vite, simboli, immagini che viaggiano e che si trasformano.Nel tuo bel blog c'è sempre da scoprire e da leggere con piacere approfondendo senza fatica.
    Un saluto
    Sara

    RispondiElimina
  7. In effetti il bavero è alzato proprio dalla parte in cui si trova il marito... Tra tutti coloro che si sono occupati di Uta ( Il maestro di Naumburg, Goebbels, i grafici della Disney )il più cortese mi sembra proprio lo scultore che ha fornito alla bellissima signora l'occorrente per proteggersi da una visione forse sgradita e, come teneramente hai notato tu, dal freddo della gelida( quella, sì ) cattedrale. Splendido post, ti ringrazio.

    RispondiElimina
  8. Uta, moglie sottomessa di un vecchio panzone, come dice Paola, Grimilde strega affascinante.Con chi delle due sarebbe andato a cena Umberto Eco?
    un saluto
    Marco

    RispondiElimina
  9. Questo post è veramente geniale, la scultura denota, nella sua postura, l'atteggiamento di distanza dal marito. Un parallelismo nazional-popolare la potrebbe avvicinare a Lady D. Vabbè, non la dovevo dire...scusatemi!
    Bye&besos

    RispondiElimina
  10. Grazie! hai proprio ragione!
    E l'infelicità rende l'effigie di una nobildonna ancora più interessante.

    RispondiElimina
  11. Smemorato come sono, ci ho messo un po' a capire che la sovrapposizione Ute/Strega Cattiva l'avevo già letta. Ma é per me più affascinante ancora ripercorrere la trama da te sapientemente intessuta delle immagini delle statue e della vera storia della nobildonna, che mi fanno altresì pensare ad aspetti di vicende arcaiche da noi poco conosciute.

    RispondiElimina
  12. Chissà se l'artista che ha scolpito la statua si è basato su storie e notizie che ancora circolavano sulla coppia, o se si è inventato a suo piacimento una Uta bellissima, sdegnosa e infelice.

    RispondiElimina
  13. Che post meraviglioso, complimenti!

    RispondiElimina
  14. complimenti davvero, meraviglioso, affascinante.
    l'ho guardata molto attentamente Uta, e non so, mi sembra di cogliere nel suo sguardo una nota di smarrimento. e non sembra anche un bambino in fasce quel manto che tiene con la mano?
    grazie, Grazia cara, che ci inviti a questo guardare attento e riflessivo.
    un abbraccio!

    RispondiElimina
  15. Bellissima storia, bellissima Uta. Vado a comprare il libro, chissà se si trova ancora...

    RispondiElimina
  16. Affascinante post e incredibile!!! Non avrei mai detto che la regina terribile di Biancaneve fosse ispirata ad Uta!!

    RispondiElimina
  17. Veramente straordinaria l'immagine di Uta se ancora, a distanza di secoli ha la forza di commuoverci, di impressionarci, di renderci curiosi della sua sorte.Mi fa piacere che tante osservazioni, tanti commenti esprimano quasi un sentimento di tenerezza nei suoi confronti. Senza dubbio merito del grandissimo scultore che l'ha eseguita tra (sembra impossibile !) 1250 e 1260. La mostra che sarà a Naumburg fino a novembre gli rende finalmente giustizia e cerca di ricostruirne tutto il percorso tra Francia e Gerlmania.Se non fosse cosi' lontano sarebbe senza dubbio da vedere, perché Uta non è l'unica immagine straordinaria uscita dalla bottega di questo artista magnifico.

    RispondiElimina
  18. In realtà il volto di Uta nella prima foto mi ha colpita molto per la sua algida bellezza ma anche perché mi è parso immediatamente familiare. Non so se qualche parte del mio cervello l'avesse già messa in relazione con la regina cattiva di Biancaneve - che da piccola trovavo terrificante ma anche bellissima, molto più bella della sciapa e modesta Biancaneve.
    Trovo assolutamente superba la capacità dello scultore di rappresentare in un solo volto tante diverse emozioni, così moderna.
    Saluti affettuosi

    RispondiElimina
  19. Uta è sempre stata la mia statua preferita: fin da quando, bambina, l'ho vista per la prima volta nel mio libro di storia mi sono innamorata dei suoi lineamenti alteri e del suo sguardo malinconico. E qualche anno fa ho avuto la grandissima fortuna di poterla incontrare! Ero andata a Naumburg apposta per lei, e con dispiacere l'ho trovata coperta dalle impalcature: stavano restaurando la cattedrale. Poi mio marito mi ha dato un'idea: perchè non ti arrampichi? Non c'era nessuno, e di corsa sono salita fino da lei. Così ci siamo trovare faccia a faccia: era alta come me, e mi è sembrato davvero di incontrare una persona vera. Bellissima, così come me la immaginavo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che bello stare, almeno per un momento, vis-à-vis con Uta!

      Elimina
  20. Ciao, aggiungo un'altra info .... Ute venne accusata di stregoneria, processata ma riuscì a sfuggire al rogo . Fonte: lo stesso libro citato .... Viviana

    RispondiElimina