mercoledì 19 febbraio 2014

Uno sguardo nel cielo di René Magritte



"... il cielo è di tutti gli occhi; di ogni occhio è il cielo intero..." (Gianni Rodari)


"Ceci n’est pas un post/ questo non è un post": potrei dire, citando René Magritte.
E sarebbe vero, perché questo non è un post. O, almeno, non di quelli soliti.

È solo che, per spezzare la pesantezza- non solo meteorologica- di queste giornate, mi è venuta voglia di condividere alcune delle immagini di nuvole che ho trovato un mese fa, preparando una conferenza. E che da allora sono rimaste impigliate nelle rete della memoria.
Sono alcune delle tante nubi che popolano i cieli di René Magritte (di questo straordinario artista, che amo tanto, ho parlato più volte qui)

Un pittore capace, nella sua "Infinita ricognizione", di piazzare  due eleganti signori in bombetta a conversare, passeggiando disinvoltamente in mezzo al cielo:


Oppure, in questa "Corde sensibile", dove una spumosa nuvola bianca è appoggiata su una coppa di cristallo, in grado di mescolare l’accostamento surrealista di oggetti apparentemente incongrui, con l'ingenuità di un bambino che si interroghi sulla natura delle nubi:


Nel "Beau monde", le nuvole che trascorrono nel suo cielo, sembrano diventare le protagoniste, insieme all'immancabile mela, del gran teatro del mondo, collocate come sono su un azzurro palcoscenico e inquadrate da due cortine di un sipario altrettanto azzurro:


Invece, nella "Grande famille" un'immensa colomba, fatta di bianche nuvole, si leva in volo da un mare in burrasca e, con la sua apparizione, pare quasi dissipare l'oscurità di un cielo tempestoso, che già trascolora nel rosa:


Mentre nella "Battaglia delle Argonne", in un’alba rosata, dove ancora persiste una falce di luna, la leggerezza di una soffice nuvola bianca contrasta  con la pesantezza di uno scuro macigno, capace di galleggiare nel cielo con la stessa levità di una nube:


Come al solito, con Magritte ogni interpretazione è valida, ogni associazione di idee è consentita. Abbiamo la libertà di vedere nei suoi dipinti tutto quello che vogliamo. Senza alcuna costrizione.
Basta semplicemente lasciarsi andare e accettare la sensazione di totale straniamento che vuole provocare, da quell'ironico "scardinatore delle convenzioni" che è. 
Il suo scopo è, come sempre, quello di farci osservare la realtà con uno sguardo diverso. 
E con occhi (perché no?) pieni della leggerezza delle nuvole. 

Come in questa ultima immagine, che mi ha fatto venire in mente i versi di un poeta, abituato a guardare il mondo (e il cielo) con la stessa profondità mista a candore di Magritte, Gianni Rodari:

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi,
di ogni occhio è il cielo intero.
È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.
Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.
Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.
Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.
Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.





20 commenti:

  1. che bel modo di iniziare la giornata! Grazie cara amica, e poetica erogatrice di bellezza!

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    1. Grazie, Paola," erogatrice di bellezza" non me l'aveva detto nessuno! :-)

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  2. Sempre interessante il tuo punto di vista, ma stavolta ho un dubbio: davvero per Magritte si può parlare di candore? Dirò senz'altro un'asinata ma a me la sua ironia, il piacere dell'assurdo, il capovolgimento del buonsenso comune sembrano nascere da un qualcosa che ha più a che vedere col cinismo, anche se allegro e scanzonato, piuttosto che col candore.

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    1. È vero quello che dici, Dede. Io quando ho scritto" candore" pensavo a quello del bambino che, nel racconto delle vesti dell' imperatore, rivela che l'imperatore è nudo. Ma forse Magritte è talmente grande che in lui candore e cinismo possono convivere. Oppure come al solito si diverte semplicemente a prenderci in giro.

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  3. Ecco di nuovo le nostre amate nuvole, cara Grazia. Per molto tempo ho avuto appesa in casa una stampa della colomba di Magritte. E Rodari ovviamente entra a pieno diritto nel catalogo :-)

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    1. Vedi, Silvia, il libro praticamente è fatto!
      Vedrai che tra un po' ce lo troviamo addirittura in libreria:-)

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  4. Penso che il cielo sia il più grande spettacolo , gratuito!, che ci sia al mondo. Ovviamente quando il tempo è abbastanza interessante, anche se non bello, basta che sia mosso, come sono belli anche i cieli tormentati di Turner? Questi di Magritte li trovo narrativi e cerebrali. Posso dire così?

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    1. In effetti in Magritte non c'è nulla dei cieli della pittura romantica, né di quella che vede, comunque, nel cielo l'espressione di un sentimento. C'è ironia, paradosso e divertimento, in qualche modo è visto più con la testa che col cuore: mi pare che "cerebrale" possa essere una definizione adatta

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  5. Tornare a casa stanca e un po' "rannuvolata" e trovare un tuo pezzo nuovo sulle nuvole chiare di Magritte, non ha prezzo... (parafrasando la pubblicità di una carta di credito!?!). Una chicca la poesia di Rodari.
    Grazie, cara amica

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    1. Anche su di me Magritte ha lo stesso effetto rasserenante. E poi, insieme a Rodari sono capaci di sgombrare qualsiasi nube.
      Grazie a te, come sempre!

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  6. Adoro Magritte! E le sue nuvole sono meravigliose. E solo il ciele francese sa produrre nuvole così... per me....
    E poi, Grazia, splendida meravigliosa, ci hai messo anche Rodari. Cosa chiedere di più? Questa poesia è fantastica. Insomma, ancora una volta non ho parole...

    GRAZIE!
    Cinzia

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    1. Cinzia cara, quelle di Magritte sono proprio le nuvole che solcano i cieli belgi d'estate o nelle giornate migliori. Altrimenti c'è la grisaille fitta e pesante.
      Anch'io, come te, adoro Magritte e Rodari: un'altro legame ancora!
      Grazie e buone giornate di sole e di nuvole

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  7. Per fortuna c'è Magritte!!!! Quasi non ricordo il colore del cielo... con tutte queste continue piogge!!! Ma sbaglio o ultimamente un fil rouge collega i tuoi post con nuvole e cieli? Forse inconsciamente (o forse coscientemente) anche tu non vedi l'ora di rivedere un cielo che non sia grigio... Ma magari lì da te non è così...
    Ciao

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    1. Infatti,Jampy, il mio fil rouge di questo periodo sono le nuvole. Non mi stanco di guardarle ( e qui a Bruxelles di nuvole ce ne sono ad ogni stagione), ma soprattutto le ho studiate per tenere una conferenza. E da allora ogni tanto mi viene da scriverci un post!

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    2. Ma dove le tieni le tue conferenze? Vogliamo venire anche noi!

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    3. Silvia, una conferenza l'ho tenuta alla Pinacoteca di Bologna. Ma ora incoraggiata dall'insuccesso( c'era pochissima gente, anche se chi c'era ha apprezzato) vorrei farne una seconda puntata!

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  8. L'associare il concetto di libertà alle nuvole è bellissimo anche perchè
    vedere delle nuvole vagare libere per il cielo ci fa capire quanto noi possiamo, volendo,
    essere liberi di vagare per questa nostra terra ma,
    tanto loro sono soggette all'andamento dei venti che ne regola il libero percorrere lo spazio
    quanto noi siamo liberi nel nostro perorso di vita rispettando le leggi che ci siamo dati.
    Le nuvole di Magritte non hanno percorsi da compiere, sono cumuli,
    batuffoli che stanno lì, come le nubi di bel tempo che si formano d'estate
    che stanno a flottare nell'aria e ci danno la sensazione di vera e pigra libertà.

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    1. È proprio così, Massimo; Però detto come lo dici tu è più bello!

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  9. Meravigliosa simmetria di questo post, che inizia con due signori in bombetta che sembrano disquisire sul cielo di cui parla Rodari nella poesia in chiusura. Il tutto pervaso dalle nuvole dipinte come solo Magritte sapeva fare.

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    1. Mi piace la tua idea. Non avevo pensato alla simmetria, ma, ora che me lo dici, la colgo anch'io. Merito di Magritte e di Rodari!

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