venerdì 12 ottobre 2012

Achille Campanile e l'Ignoto




"Mi guidano, quando scrivo, lampi di imbecillità" (Achille Campanile)



Ho ricevuto da un'amica un racconto di uno dei miei scrittori preferiti, Achille Campanile. La tentazione di pubblicarlo era irresistibile.
E, infatti, non ho resistito.
Se leggere Achille Campanile serve sempre, per gli storici dell'arte più avveduti, può rivelarsi, addirittura, indispensabile.
Nel terreno irto di insidie della critica d'arte, sarebbe duro cavarsela, senza i suoi consigli, in situazioni delicate come le visite alle esposizioni di artisti contemporanei (il link è QUI).
Anche quando si tratta di addentrarsi in una delle questioni più spinose dell'iconografia, siamo sicuri che Campanile non si tira indietro.
Riconoscere i personaggi ritratti da Antonello da Messina, facile non è. Ma Achille Campanile, riesce, da par suo, a risolvere l'enigma e a svelare, finalmente, cosa si celi dietro l'Ignoto.



"Di Antonello da Messina tutti conoscono il famoso "Ritratto d’Ignoto" e, se non temessi di ripetere una freddura che circola, evidentemente fin dai tempi di Antonello, direi che mai ignoto fu più noto di questo, il suo ritratto essendo riprodotto in tutti i manuali d’arte e in ogni libro dove si parli del pittore siciliano. ... C’era da credere che egli fosse l’unico ignoto dell’arte Antonellesca.
Viceversa, sfogliate l’Enciclopedia.
Alla voce Antonello si trova la riproduzione del famoso quadro che occupa un’intiera pagina e reca la scritta: “Antonello da Messina: Ritratto d’Ignoto". Voltate il foglio e trovate un’altra riproduzione di quadro che occupa un’altra pagina e reca la scritta: “Antonello da Messina: Ritratto d’Ignoto“.
Ora la cosa strana è che questo non è il medesimo ignoto.
È un altro ignoto. Si tratta di due ignoti differenti.
Lì per lì si resta perplessi: Come va, vi chiedete, questa faccenda? Forse Antonello faceva soltanto ritratti agli ignoti?

Ebbene, ho indagato e ho scoperto che questa supposizione non è avventata. Come alcuni pittori sono specializzati in ritratti di dame aristocratiche, di artisti, guerrieri, prelati, o celebrità, così Antonello s’era specializzato in ritratti d’ignoti.
La cosa, in verità, come molte faccende dell’arte, nacque per caso. Antonello fece il ritratto d’un tale conosciutissimo. Ma disgraziatamente risultò che non somigliava affatto. Esposto il quadro, tutti si domandavano:
“Ma chi è? “
“È il tale. “
“Non è possibile. Non somiglia affatto.“
“ Ma allora, chi può essere? “
“ Vattelappesca.”
Il ritratto non somigliava a nessuno. Interrogato il pittore, questi si vergognò di confessare che non aveva azzeccato la somiglianza e disse:
“È un ignoto. Non mi chiedete di più “.
Un ignoto. La cosa circolò, ebbe fortuna.
Tutti dissero: “Ma guarda che bell’ignoto ha dipinto Antonello”.
Un successone.

Da quel giorno Antonello capì qual era la sua vocazione e si dedicò a effigiare ignoti. Tutti gli ignoti andavano da lui a farsi fare il ritratto.
“Scusate-  chiedeva il pittore, quando si presentava un tale alla sua porta-  voi chi siete? “
E quegli: “ Non ve lo posso dire. Fatemi il ritratto“.
Antonello si metteva all’opera. Certe volte, tra una pennellata e l’altra, pensava: Chi sarà? L’altro, zitto.
Poi se ne andava tutto intabarrato, desiderando conservare l’incognito.
Esposto il ritratto, la gente diceva: “È somigliantissimo “.
Ma somigliantissimo a chi? Nessuno avrebbe potuto dirlo...
Gli altri pittori crepavano dalla rabbia.
"Bella forza!“- dicevano- “Anch’io saprei fare ritratti somigliantissimi d’ignoti.”...
Era l’uovo di Colombo. Ma prima di Antonello nessuno ci aveva pensato.
Intanto Antonello aspettava i clienti.
Arrivava un tale.
“Desidero mantenere l’incognito”: gli diceva, invece di presentarsi. E si metteva in posa.

I guai cominciavano al momento di pagare il ritratto.
Me l’ha da pagare, pensava Antonello, una volta partito il cliente a lavoro ultimato, ma dove lo pesco? Non sapeva nemmeno l’indirizzo.
La moglie aveva un diavolo per capello.
“Anche tu, “ gli diceva “ benedetto uomo: vai a specializzarti proprio in ritratti di ignoti !...”
Una volta si presentarono un vecchio signore ignoto e un giovinotto suo figlio a chiedere d’essere effigiati.
Eseguiti i ritratti. Antonello scrisse, sotto quello del vecchio: Ritratto d’Ignoto; e sotto l’altro: Ritratto di figlio d’Ignoto.
Apriti cielo. Esposti i quadri, padre e figlio volevano linciare il pittore.
La moglie del vecchio signore querelò Antonello per diffamazione".

(Achille Campanile, “Vite degli uomini illustri”)




Gli occhi dell'immagine sono quelli dell'Ignoto  del Museo di Cefalù 

29 commenti:

  1. Il tuo blog è uno scrigno di meraviglie e di sorprese!
    Ti ci scrivo un bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie tantissime! Il bacio lo ricambio subito.

      Elimina
  2. Ah Campanile! Che grazia - appunto! - che leggerezza e che rinfrescante ironia!
    Grazie per questo bel regalo :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Campanile è straordinario. I suoi libri sono capaci di illumiare le giornate più grigie. E' davvero un regalo!

      Elimina
  3. Troppo simpatico!! E grazie per questo racconto!
    Per tutto una scoperta perché non conoscevo proprio niente di questi famosi ignoti....

    Buon fine settimana

    Cinzia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Delizioso racconto, vero? E così anche gli ignoti hanno avuto il loro quarto d'ora di celebrità :-)

      Elimina
  4. Achille Campanile è un vero mito: grazie per aver riproposto sul tuo prezioso blog questa godibilissima e geniale soluzione di un enigma pluricentenario. Sherlock si è tolto il cappello in segno di ammirazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche Poirot, di fronte a Campanile, si è lisciato i baffi, ammirato!

      Elimina
  5. Risposte
    1. Achille Campanile è un grande scrittore!

      Elimina
  6. Non sapendo se sia più pertinente parlare di Campanile o di Antonello da Messina mi limito a far presente che anche noi torinesi custodiamo un ritratto di ignoto che sarebbe ora che qualcuno venisse a controllare

    RispondiElimina
    Risposte
    1. IL Ritratto di ignoto di Palazzo Madama è uno dei più belli di Antonello e, tanto per citare Campanile, un "ignoto notissimo" :-)

      Elimina
  7. Ho amato, e conservo come una preziosa reliquia, la "Vita degli uomini illustri", di Achille Campanile.
    Il capitolo che preferisco è quello dedicato alla vita di Torquato Tasso, ma anche quello che proponi mi piace tantissimo.
    Un saluto,grazie per la proposizione di uno dei mieilibri preferiti.
    Costantino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, Costantino. Anche per me "Vite degli uomini illustri" è uno dei più divertenti libri di Campanile. La vita di Beethoven è uno dei miei racconti preferiti.

      Elimina
  8. c'è del genio in Achille Campanile:)

    RispondiElimina
  9. Credo proprio che dovrò leggermi il libro da cui è tratto questa racconto. Bye&besos di fine settimana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devi assolutamente e ti piacerà: ne sono sicura. Buon fine settimana anche a te!

      Elimina
  10. me l'ero dimenticato, di conseguenza l'ho letto fino in fondo continuando a ridere...non c'è nessuno che smonti i luoghi comuni e le frasi fatte come Achille Campanile!
    Dovrebbe essere una lettura OBBLIGATORIA per tutti i giornalisti. I luoghi comuni e le frasi fatte sono insopportabili, e poi un racconto come questo obbliga a pensare sulle parole che diciamo e scriviamo
    :-)
    (scusa le maiuscole, ma ho appena finito di ascoltare un servizio al tg...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. So che condividiamo la passione per Campanile: il primo post che gli ho dedicato l'ho rubato da te!
      Hai ragione: dovrebbe essere una lettura obbligatoria per quei giornalisti (e non solo) che si prendono fin troppo sul serio...

      Elimina
  11. Non conoscevo questo aspetto dell'attività di Campanile. Il genio di Antonello, del resto, é sublime.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' l'incontro tra due geni: Antonello e Campanile :-)

      Elimina
  12. Quel signore del quadro mi par proprio di conoscerlo :-)
    Dev'essere un mio vicino di casa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' proprio così. Ecco quello che Leonardo Sciascia diceva a proposito delle somiglianze dei ritratti di Antonello:
      "... A chi somiglia l'ignoto che si trova nel Museo di Cefalù? Al mafioso della campagna e a quello dei quartieri alti, al deputato che siede sui banchi della destra e a quello che siede sui banchi della sinistra, al contadino e al principe del foro; somiglia a chi scrive questa nota(ci è stato detto); e certamente somiglia ad Antonello. E provatevi a stabilire la condizione sociale e la particolare umanità del personaggio. Impossibile. È un nobile o un plebeo? Un notaro o un contadino? Un uomo onestoo un gaglioffo? Un pittore un poeta un sicario? "Somiglia', ecco tutto."

      Elimina
  13. E così anche l'uovo di Colombo finisce in frittata :) Bellissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una bella frittata, se Achille Campanile è lo chef :-)

      Elimina
  14. Che delizia! La mia biblioteca sta per arricchirsi di un nuovo titolo. Grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedrai che ti piacerà. Molti dicono che la sfortuna di Campanile sia stata di nascere in Italia, un paese decisamente poco portato all'ironia e all'umorismo!

      Elimina
  15. Adoro Campanile! E questa su Antonello la leggerò a scuola, è spassosissima :-D

    RispondiElimina