venerdì 8 agosto 2014

Il Belgio, i frati trappisti e l'arte della birra



Agosto- si sa- è il mese delle ferie e dei viaggi  e mi sembra giusto che anche il blog respiri questo clima di vacanza.
Il fatto è che, al momento, non sono in grado di dare consigli per soggiorni al mare, in montagna, e nemmeno per gite in parchi naturali o in città d'arte. 
Mi è venuto a mente, però, di proporre  un itinerario, poco battuto, anche se non privo di attrattive: un giro per le abbazie trappiste del Belgio.
Detto così può sembrare un percorso "di nicchia", poco allettante e riservato solo a chi voglia estraniarsi dal mondo in cerca di meditazione e di raccoglimento. 
E, invece, è un itinerario che può offrire gustose e concrete soddisfazioni.

C'è poco da dire: il Belgio- ne ho avuto la conferma da quando ci vivo- è il paese della birra. 
Ne sono state censite più di mille (qui è il link), prodotte dappertutto, artigianalmente o da grandi industrie, nei  paesi o nelle città. 
E, consumate ovunque, in famiglia, come nei ristoranti  o nei bistrot, ma sempre- ed è tassativo- versate nel loro specifico bicchiere. 



Davvero difficile districarsi in questa selva di odori e sapori, ma gli intenditori- e in Belgio non sono pochi-  non hanno esitazioni. 
Affermano, con la sicurezza dettata dall'esperienza, che, per trovare le birre migliori, bisogna andare nelle Trappe, le abbazie dei Trappisti, i monaci del più rigoroso degli Ordini benedettini (qui è un link al sito).
Un'affermazione che può destare una certa meraviglia perché, a prima vista- lo ammetto- sembra che ci sia ben poco in comune tra la bionda bevanda e gli austeri monaci votati, da secoli, alla preghiera e al silenzio. 
E, invece, no! 
Basta ricordare che, all'interno delle Trappe, dietro le spesse mura della clausura, le giornate sono scandite dalle preghiere, ma anche- come prescrive la regola di san Benedetto dell'"Ora et labora"- dal lavoro destinato al sostentamento del convento 
Altrove, si coltivano orti, frutteti, o ci si dedica all'artigianato. 
In Belgio- c'è da stupirsi?- nelle abbazie trappiste, si produce birra. 
E che birra!

Talmente ricercata che, per fregiarsi dell'appellativo di trappista e del tipico logo esagonale, deve obbedire a una serie di regole inderogabili, pena la revoca del marchio: deve essere prodotta dai monaci all'interno dell'abbazia, imbottigliata e commercializzata sotto il controllo della comunità monastica. I profitti, poi, devono essere impegnati esclusivamente a scopi sociali o benefici (qui)

Le regole, come si vede, sono  rigide e le birre che si possono definire autenticamente trappiste sono poche: appena dieci in tutto il mondo (tutte le informazioni sono qui)
Due sono in Olanda, una negli Stati Uniti e una in Austria. 
Le altre sei sono tutte in Belgio. 
Elencate, rigorosamente in ordine alfabetico, per non scontentare nessuno, sono quelle di: Achel, Chimay, Orval, Rochefort, Westmalle e Westvleteren  (per ognuna ho inserito un link al sito con tutte le informazioni).

Insieme a Tintin, Magritte e la nazionale di calcio dei Diables rouges, rappresentano un punto d'orgoglio per tutti i Belgi, poco importa se valloni o fiamminghi. 
Tanto da essere citate in ogni guida gastronomica, esposte in ogni locale tipico che si rispetti  e raffigurate, addirittura, in una serie di francobolli:


È vero che le birre trappiste ormai non sono più un'esclusiva del Belgio e che si possono trovare dappertutto. 
Ma un' eccezione c'è: la Westvleteren, considerata dai più raffinati niente di meno che la migliore del mondo, imbottigliata, abitualmente, senza etichetta e con le informazioni di legge riportate sul tappo. 
Questa birra rarissima- i frati dell'abbazia che la produce sono appena dieci- non viene commercializzata in grandi quantità. 
Chi la vuole ne può ordinare una cassa, ma solo ogni sei mesi
In ogni caso, per bere una Westvleteren, così come le altre birre trappiste, è preferibile- e di gran lunga-  andare sul posto. 
Il gusto non sarà diverso, ma l'atmosfera di sicuro, sì.

Gli amatori d'arte e d'architettura si dovranno accontentare di vedere i conventi trappisti solo dall'esterno: sono luoghi di clausura edificati in posti isolati circondati dal verde e, per lo più, pesantemente rifatti tra Otto e Novecento. 
Per gli amatori di birra, invece, nessun problema: i bistrot dove trovare la loro bevanda preferita, in genere ubicati vicino all'abbazia da cui dipendono, sono aperti a tutti. 
Sedersi a un tavolino e gustare uno (o più) bicchieri di birra trappista, magari accompagnati da una "portion" di  formaggi d'abbazia sarà sempre possibile.
E, allora, cos'altro resta da dire, se non: Salute! Santé! Proost!





  





20 commenti:

  1. Un itinerario a basso tasso alcolico adatto anche a me:) Baci
    p.s.
    Qual è il locale di Bruxelles più accogliente, caratteristico e rifornito? ( chissà che non possa un giorno o l'altro onorarlo della mia presenza;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una domanda da un milione di dollari! Bruxelles è piana di bistrot fornitissimi anche di birre d'abbazia trappista. Uno molto carino, art nouveau, dove sicuramente hanno almeno tre trappiste è la "Porteuse d'eau"a Saint Gilles. Comunque quando arrivi dimmelo che per un giro (poco) alcolico ci penso io!

      Elimina
  2. Oriana ne sarebbe entusiasta! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E il resto della famiglia, no?

      Elimina
    2. Cavoli! (forse uno non tanto, però :D)

      Elimina
  3. Nche questo mi risveglia dei ricordi: i primi anni, quando avevo il negozio bio, tenevamo una birra bio, la Bière du Ch'ti ( birra del minatore) , belga, che non era pastorizzata e filtrata, densa e saporita.. allora non si trovava tutta la varietà che si trova ora ai supermercati, che , come per il vino, spesso confonde e non facilita la scelta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È vero non è facile scegliere.Ma con pazienza si possono provare ( quasi) tutte!

      Elimina
  4. Oh, sì, sono stata a Orval alcuni anni fa, e ho fatto una scorta deliziosa (che purtroppo non è durata molto). E l'abbazia è bellissima!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti come posizione naturale Orval è una delle più belle. Ma anche le altre non scherzano!

      Elimina
  5. Ricordo di esser rimasta affascinata da quella di Orval, e dalla storia del pesce raffigurato sulla sua etichetta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nela, ne sai più di me. La storia del pesce me la dovrai raccontare!

      Elimina
  6. A parte il grandissimo Magritte, ho sempre considerato il Belgio, che non ho mai visitato perché esco solo marginalmente dall'Italia, come la patria di Eddy Merckx e dei grandi velocisti del ciclismo.A partire da Rick Van Looy, che veniva definito il re di Herenthal. Mi incuriosisce molto questo tuo tour alternativo, all'insegno della birra che credevo prettamente tedesca. E, credo, dopo un buon bicchiere di birra, diviene più esaltante la visita a qualche stupenda cattedrale belga.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il Belgio è un gran bel paese, un po' sottovalutato dal turismo. Il ciclismo ( e il baron Merckx sono gloria nazionali). Ma insieme c'è Magritte, Simenon, Tintin.... e soprattutto la birra!

      Elimina
  7. Interessante questo itinerario... Mi hai fatto venire voglia di una buina birra! ;-)
    Certo vicino ad un'abbazia sarebbe tutta un'altra cosa...
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che è un'altra cosa. Ti toccherà a venire in Belgio!

      Elimina
  8. Donatella Izzo9 agosto 2014 22:31

    Cara Grazia, in passato ho a volte inserito dei commenti ai tuoi bellissimi post,accennando al fatto che probabilmente mi sarei trasferita a Bxl visto che mio figlio lavora al Parlamento Europeo. Cos' sara' il prossimo anno, a gennaio o febbraio e mi auguro davvero di poter avere in te ( anche solo virtualmente) una guida artistica d' eccezione e magari.....una magnifica compagnia per una buona birra trappista!!!!! Grazie sempre per redigere questo magnifico blog!
    Donatella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Donatela, sono contentissima che tu venga a stare qua: vedrai che amerai questo paese come lo amo io. A gennaio io sono in Italia, ma da febbraio sarò di nuovo qua. fatti viva non appena sai meglio quando arrivi e verrò ad accoglierti con tanto di birra!

      Elimina
  9. Un tour decisamente da prendere in considerazione quando mi deciderò a girare anche fuori dall'Italia! Amo la birra e so che ci sono luoghi ed edifici da incanto un po' ovunque ma per ora non resisto al richiamo dei borghi e delle montagne entro confine... Prima o poi...
    Evviva, qualcuno che fa notare che le vere birre trappiste sono pochissime! Credo che in molti facciano confusione... Io non sono un'espertissima ma mi piace gustare le buone birre e qualcosa cerco di capire.
    Interessante post, arrivederci tra i prossimi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se mai ti decidi, ti assicuro che un tour in Belgio vale veramente la pena. E non solo per la birra :-)

      Elimina
    2. La birra posso anche farmela spedire ma il resto... o vengo o me lo perdo. Dovrò organizzarmi!!! :-)

      Elimina