domenica 15 marzo 2015

Joaquín Sorolla: l'innamorato della luce




Il bianco delle vesti, il mare e la luce in questo dipinto del 1909 intitolato "Las dos hermanas"del pittore spagnolo Joaquín Sorolla (1863-1923) ora al Museo Sorolla di Madrid: 


Il candore degli abiti, il giallo dei cappelli di paglia, l'azzurro splendente dell'acqua, tutti i colori vivi del sole e della sabbia, dipinti con pennellate fluide e veloci: quale tela, meglio di questa, potrebbe esprimere l'essenza stessa dell'arte di questo pittore innamorato della luce?
Essere nato e cresciuto nel sud della Spagna, a Valencia, ha significato per Sorolla impregnarsi, fin da subito, della luminosità abbagliante del Mediterraneo.
Quello che è certo è che non se ne scorderà mai più.
E nemmeno si dimenticherà della felicità di giocare col mare che, forse, ha provato da bambino e che raffigura in questi questi "Ninos en la playa" del 1910 (ora al museo del Prado), dove tre bambini nudi si divertono sul bagnasciuga, lasciandosi andare al piacere di farsi accarezzare dalle onde. 
Il riflesso incandescente dell'acqua sui corpi bagnati, i piccoli tocchi bianchi, i giochi dell'ombra tra mare e sabbia umida ne fanno una delle opere più rappresentative della sua idea della pittura come celebrazione sensuale della luce.



La biografia dell'artista scorre apparentemente lineare e senza troppi turbamenti, malgrado la nascita in una famiglia povera e i primi anni difficili dopo la morte dei genitori: la formazione accademica, prima a Valencia e poi a Madrid, i tanti viaggi, dall'Italia, alla Francia, agli Stati Uniti, i rapporti con i pittori contemporanei, l'attenzione ai problemi sociali e, poi, l'affermazione, i premi, le medaglie, la lunga carriera piena di riconoscimenti e con un grande successo di pubblico (qui).
I documenti che ha lasciato testimoniano di una vita privata agiata e appagata nell'amore della moglie ("la mia Clotilde", tante volte citata nelle lettere piene di tenerezza che le invia giornalmente durante suoi viaggi) e dei figli, che rappresentano i suoi modelli preferiti: "un uomo affettuosissimo e innamorato della famiglia", lo definisce il nipote in un'intervista. 
Nella sua sterminata produzione (che conta più di duemila opere) rimane sempre fedele a uno stile, folgorato, all'inizio, dalla pittura di Velazquez e poi influenzato dalla corrente del "luminismo" post- impressionista, senza lasciarsi mai toccare dalle inquietudini delle avanguardie. 
Così in questi "Ninos a la orilla del mar" è solo la luce che definisce i corpi:



Una pittura troppo facile, quasi da cartolina, gli rimproverano, dopo la morte, i più malevoli dei detrattori. 
E, invece, oggi, dopo un lungo periodo di oblio, è proprio la gioia pura che trasmette nei suoi dipinti quella che colpisce ed emoziona. 

Come in questo "Saliendo del baño" del 1915, ora la museo Sorolla di Madrid, dove una morbida luce rosata sembra avvolgere nella tenerezza le figure della donna e del bambino:




Tre anni fa, grazie a una mostra che si è tenuta a Ferrara (qui), sono rimasta affascinata dal suo modo di dipingere che ha l'immediatezza di un'istantanea e una grazia così spontanea da ricordarmi, a volte, i versi delle poesie di Sandro Penna.
Visitando, in questi giorni, a Madrid la sua casa che è diventata il suo museo (qui), con il suo giardino decorato di azulejos e di conche di aranci, che rievocano il patio delle città andaluse e che nemmeno i recenti lussuosi condomini costruiti accanto riescono a soffocare, quel fascino si è accresciuto di nuove suggestioni: i  colori vivaci delle ceramiche che amava collezionare, le tappezzerie scure, alla moda del tempo, riscaldate dal fragore dei suoi colori, l'intimità affettuosa dei suoi  ritratti di famiglia appesi alle pareti del salotto, la cura nell'arredamento delle stanze più private, testimoniano di quel calore e di quella serenità che traspare in tutte le sue tele.

Fra i suoi dipinti ho scelto di pubblicare qui le immagini che rimandano al suo amore per il mare, una presenza che lo accompagna per tutta la vita e che compare, come motivo dominante, in tutta la sua produzione. 
Non è difficile immaginarlo mentre dipinge, riparato da un grande ombrellone bianco, con tutto il suo armamentario di tavolozze, cavalletti e tubetti di colore nella spiaggia della Malvarosa di Valencia o, più tardi, in quella di Biarritz, cercando di fermare, nelle sue tele, gli infiniti riflessi della luce sull'acqua o sul giallo dorato della sabbia.
Come in questo "Mediodia en la playa" del 1904, dove la silhouette della bambina si staglia in controluce sull'azzurro del'acqua e sul bianco della schiuma delle onde.


  

Oppure in questo " Bajo el toldo" del 1910, ora al Saint Louis Art Museum, dove, invece, la luce è quella smorzata di una tenda, sotto cui sostano la moglie e le figlie, con i loro leggeri vestiti estivi in mussolina, sulla spiaggia di Zarauz: 





A volte, Sorolla si ferma a osservare i lavori dei pescatori, come in questo "Cosiendo la vela" del 1904, dove il primo piano è occupato dalla superficie bianca della vela che spicca sulla sabbia, immersa nella luce abbacinante di una giornata estiva:





A volte, invece- come in questo "La playa" del 1909- sa cogliere la meraviglia di una bambina che si ferma attonita di fronte allo spettacolo stupefacente del mare: 



E in quella stessa meraviglia coinvolge anche noi. Forse l'incanto delle opere di Sorolla sta  proprio nella sua facoltà di osservare la mutevolezza della luce, come se la guardasse con occhi sempre nuovi e nella sua capacità di racchiudere nei suoi colori abbaglianti, nelle sue pennellate liquide, nella candida luminosità dei suoi sfondi, la voglia di abbandonarsi- in quella luce- alla felicità del momento e di gustare, fino in fondo, il piacere breve e intenso del vivere. 





30 commenti:

  1. Essere il primo a commentare mi dà diritto a uno sconto se volessi acquistare uno dei quadri? Mi piacciono molto. In tutti si sente il rumore del mare, come in una conchiglia. Però vorrei avere in casa quello della bambina che guarda il mare. Posso? :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aldo, mi sa che lo devi pagare. E noncisra poco oppure, altrimenti, fai come me e te lo metti come salvascherno :-)

      Elimina
  2. Io invece vorrei quello di luci forti e ombre scure del bambino che cammina nell'acqua. Una vita serena è un dono inestimabile, e saper dipingere la realtà è un altro dono. Dipingendolo ci si appropria del mondo. La mia figlia più piccola sta facendo un corso di disegno dal vero e ogni tanto ne parliamo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio vero, Lorenza, una vita ( e aggiungo) una pittura Serena é un dono inestimabile. A tua figlia sicuramente saper dipingere servirá anche per vivere meglio!

      Elimina
  3. Io invece voglio andare al mare e basta. Voglio l'estate e la sua luce.
    Voglio essere nel quadro.:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essere nel quadro! Magari ci proviamo insieme: chissá se basta sognare!

      Elimina
  4. Ho sempre amato questo pittore per la luce e la leggerezza delle forme. Bello leggerti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La luce e la leggerezza: due doni inestimabili!

      Elimina
  5. Ho ancora nel cuore lo scorso week end, passato al mare, a cercar ricordi in un posto dove non andavo da 25 anni, e questi dipinti di onde, sole e vento sono proprio in sintonia col mio "umore"! Manca solo qualche scoglio...

    RispondiElimina
  6. Ho ancora nel cuore lo scorso week end, passato al mare, a cercar ricordi in un posto dove non andavo da 25 anni, e questi dipinti di onde, sole e vento sono proprio in sintonia col mio "umore"! Manca solo qualche scoglio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dipinti di onde, di sole e di vento: una bellissima definizione! E chissá che bel fine settimana avrai passato tra mare e scogli...

      Elimina
  7. La capacità di evocare sensazioni fisiche di luce, caldo e vento e' incredibile in questo quadro. Grazie di cuore a te che ci riporti a bellezze come queste. Come già avevo commentato in passato, ne abbiamo un enorme bisogno. Grazie, davvero!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi è scappato un singolare, ma intendevo "in questi quadri"... ;)

      Elimina
    2. Io bisogno di bellezza é inesauribile: Sorolla colma in parte anche la nostra voglia di felicitá!

      Elimina
  8. Ho conosciuto qui un altro GRANDE della pittura!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai proprio ragione, Costantino, un grande, grandissimo, della pittura!

      Elimina
  9. Oddio che meraviglia!! Non lo conoscevo.. Che bel regalo, Grazia!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La pittura di Sorolla é davvero un grande regalo. Per tutti.

      Elimina
  10. veramente fantastico..!!! grazie a Luisa che ci rimanda...a queste meraviglie...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a Luisa che condivide con noi l'amore per la bellezza!

      Elimina
  11. Una pittura "luminosissima"!!!
    E con soggetti simili non può essere altrimenti. Tutto è pace e serenità.
    L'ennesima piacevole scoperta sul tuo blog!!!!
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai visto Jampy? Con Sorolla si scopre che la pittura puó essere gioia, luce e allegria!

      Elimina
  12. Donatella Izzo16 marzo 2015 22:30

    Ahhhh...la LUCE !!! Carissima Grazia, ancora sempre grazie per le meraviglie che proponi e commenti! E' proprio per amore della luce che, anzichè a Bruxelles, come precedentemente deciso, eccomi qui invece a vivere a...Nizza!
    La città è sempre luminosa e ariosa- proprio come la dipinse Dufy- e felice, anche, come questi dipinti che sono un vero e proprio omaggio alla vita. Lo spirito che li anima mi ricorda quello di cui sono intrise le tele di Renoir. Probabilmente anime gemelle anche nella vita privata (l'amore per la moglie,i figli, la rappresentazione serena e luminosa dei momenti di quotidiana tenerezza...)
    Cagnes sur mer è così vicina ...il busto bronzeo di Aline è possibile toccarlo al Negresco senza divieti...e il mare ...sembra lo stesso di Sorolla...
    La Costa azzurra e la Spagna non sono poi lontane
    ...ma neppure BXL ( che resta sempre una meta...anche se differita...)
    Grazia...grazie di esistere!
    Donatella

    RispondiElimina
  13. Donatella carissima, ti immagino nella luce di Nizza e della Costa Azzurra, tra i profumi, il mare e Renoir. Chi sa vivere con serenitá, si ritrova, come te a gustare al meglio ogni cambiamento.
    Auguri di giorni allegri e luminosi e, comunque, spero tanto di conoscere un giorno a Bruxelles, dove le giornate sono meno assolate ma si possono comunque trovare momenti di bellezza. A presto!

    RispondiElimina
  14. Come non amare un pittore che rappresenta così magistralmente la luce! Ricordo perfettamente la mostra a Palazzo Diamanti, mentre avevo dimenticato che a Madrid la sua casa sia oggi un museo. Visitarla, deve essere stata una occasione bellissima e ricca di suggestioni.
    PS il quadro del mare è magnifico!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se ti capita di passare per Madrid mentre raggiungi il tuo amato Portogallo, vai a vedere il museo Sorolla: sono sicura che ti piacerà!

      Elimina
  15. Che splendore, che luce perfetta! Sono lì sulla spiaggia con lui!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sei già in posti meravigliosi: manca solo il pennello di un pittore come Sorolla!

      Elimina
  16. Encantada! Post folgorante, grazie alle scintille di luce di J.Sorolla. Sei davvero brava. Buona domenica.

    RispondiElimina
  17. Sorolla è una bella scoperta. grazie mille!

    RispondiElimina