domenica 20 febbraio 2011

Lorenzo Lotto, Venere e Cupido




"Solo, senza fidel governo et molto inquieto nella mente" cosí si definisce Lorenzo Lotto ( 1480-1556) nel suo testamento. 
Sono parole a suggello di una vita trascorsa per lo più da solo, irrequieto e isolato. 
Era nato e si era formato come pittore a Venezia.
Ma era stato troppo difficile per lui rimanere in città, tanto si sentiva schiacciato dalla fama di Tiziano che incarnava, per i suoi contemporanei, il meglio della pittura veneziana.

Era troppo inquieto, Lotto,  per star fermo e con la mente sempre in subbuglio. 
Di una fede religiosa profonda e travagliata- lo si sospettava di simpatie luterane- amava l'esoterismo, i rebus, i simboli di cui riempiva i suoi dipinti sacri e profani. 
I suoi colori accesi e discordanti, le sue figure tormentate erano lontane dall' ideale di classico equilibrio del Rinascimento veneziano. 

La sua impossibilità a integrarsi lo costrinse ad una vita errabonda e a lavorare fuori da grandi centri, a Treviso, a Bergamo e, soprattutto, nelle Marche, condannandolo a una carriera modesta e marginale e con continue difficoltà materiali,  fino alla fine.



La Venere e Cupido risale probabilmente al periodo in cui Lotto, alla ricerca affannosa di commissioni, rientra a Venezia intorno al 1540. 
Il soggetto era molto diffuso per dipinti usati come dono di nozze e destinati ad adornare la camera degli sposi. 
Una specie di illustrazione di un epitalamio: la poesia che celebrava il matrimonio tipica della tradizione classica.

Stupisce perché Lotto non era, per carattere, adatto ai soggetti mitologici e, infatti, di lui se ne conoscono pochissimi.
Probabilmente fu la richiesta di un amico che- insieme alla consueta mancanza di denaro- contribuì a fargli accettare il lavoro. 
Una volta acconsentito, quasi per senso di sfida, il suo carattere bizzarro e audace lo spinse a forzare la rappresentazione tradizionale, fino ai limiti della decenza.

Una grande tenda rossa domina il dipinto e si apre, come un sipario di teatro, a mostrare una Venere nuda, opulenta, semi sdraiata su un drappo blu, in una posa tipica nella pittura veneta. 
Porta in testa il diadema con il velo delle spose e degli orecchini con perle destinati, secondo le norme veneziane, solo alle donne "oneste" o maritate.
Rappresenta, allo stesso tempo, la dea dell'amore e la futura sposa, tanto che, mentre il corpo è idealizzato, il viso, dai tratti marcati, potrebbe essere un ritratto.

Lotto dissemina letteralmente il dipinto di tutti gli emblemi possibili che riportino all'amore: dall'edera- passione eterna, ai petali di rosa, fiore di Venere per eccellenza, alla conchiglia che ricorda la nascita della dea.
Venere sostiene un nastro da cui pende una ghirlanda di mirto, una pianta legata all'eros, cui è sospeso un incensiere, anche questo allusivo alla celebrazione dei misteri d'amore. 
Sul drappo blu, in primo piano, un bastone e un serpente mettono in guardia contro le insidie amorose.

Ma, siccome si tratta di un quadro per un matrimonio, ecco che - come nelle canzoni allusive e sboccate che si intonavano nei banchetti - Lotto introduce un elemento trasgressivo e irridente del tutto inconsueto: il Cupido, coronato di mirto, che fa pipì centrando la ghirlanda fino al ventre di Venere. 
È ovviamente un chiaro simbolo di fertilità, ma anche un gioco di libertà e d'amore.

Solo un pittore eccentrico e anticonformista poteva trasformare una rappresentazione, all'epoca ormai codificata, in una delle opere più aperte e audaci del Cinquecento, dove il mito classico diventa carnalità e umanità allo stato puro.
Talmente e gioiosamente erotica da essere libera e innocente.



Anche per questo dipinto ho richiesto uno sguardo diverso dal mio, uno sguardo maschile che raccontasse sensazioni e pensieri che un'opera come questa può provocare


Saper guardare quest'immagine richiede una piacevolissima e dolce fatica.
Quella di riconoscersi, per chi sta vivendo quella scena e quella di ricordarla, per chi non è su quel proscenio. Perché implica il saper tornare con la mente davanti al nucleo semplice e potente dell'amore umano; quello concreto, vero, fatto dalla mente e dal corpo degli uomini e delle donne. 
Significa guardare un nucleo della passione di cui spesso si resta inconsapevoli, ma che è anche il più vero.
Eppure ad uno sguardo distratto potrebbe non sembrare. Bisogna scovarlo e lasciarsene sorprendere. 
In questo dipinto di certo c'è.

C'è un fondo rosso che somiglia al fondale di una scena teatrale, perché di uno spettacolo recitato a beneficio dei soli attori si tratta. C'è una conchiglia che richiama sussurri misteriosi, fascinosi e lontani. C'è la morbidezza di una donna, Venere, la più bella delle donne, quella che ama e che è felice di esporsi, che si accarezza un seno con la dolcezza che non conosce l'offesa implicita nel pudore.

Ha il viso della resa serena e felice che chiede la complicità e la comprensione di chi guarda. Porge l'anello glorioso e agognato, premio e strumento insieme del gioco più bello e più ed antico. E' cosparsa di petali di fiori che richiamano i meccanismi segreti della procreazione, ma anche profumi ineffabili. Sono l'omaggio tributato alla bellezza fertile, che ha scelto di mettersi in gioco nella recita dell'amore.

A giocare con lei è un bambino. Perché l'amore umano intanto è un gioco teatrale, "uno spettacolo d'arte varia". E poi è un gioco teatrale specialissimo, in cui i protagonisti sono sempre e comunque dei bambini: i bambini che ci portiamo dentro e che trovano in quella recita la possibilità di tornare finalmente a giocare insieme, col permesso degli adulti e degli Dei. 

È un bambino felice Cupido. Alato e felice. 
E non potrebbe essere diversamente. Guarda con un sorriso di gioia compiaciuta, dispettosa e trasgressiva il suo oggetto così sorprendentemente disponibile, accogliente, complice.
E cosa fa per condividere questa gioia? Qui è il dettaglio centrale, quello che più ci ha colpito, quel nucleo semplice, meraviglioso e tutto terreno della passione umana, che stavamo cercando.
Cosa fa Cupido per sperimentare questa complicità con la donna splendida che ama?

Fa una cosa comunemente intesa come immonda: la "sporca", ecco che fa! Perché "sporcarsi" a vicenda è il piacere supremo di ogni gioco. Trasformare quel che è comunemente inteso come carnale, degradato e degradante in un un dono da scambiarsi,in uno strumento per riconoscersi, in un estremo segno dell'accoglienza attraverso il quale ci è concessa l'illusione di completarci e perpetuarci: questo è il miracolo vero e completo ed esclusivo dell'umana passione.

E questo vale per i corpi e vale per le menti: la condivisone dell'amore implica indispensabilmente il bisogno di esporre e condividere anche gli umori più oscuri, i pensieri più inconfessabili, le debolezze più estreme. E vederli compresi e trasformati con lo stupore di un bambino in un oggetto di piacere, accolti come un regalo prezioso, come petali di fiori.
Gil






16 commenti:

  1. Bello e inconsueto questo dipinto di Lotto e bella e inconsueta anche la tua scelta, è vero anche che di fronte all'amore siamo tutti bambini. Ora vado a vedere i dipinti di Lotto che mi sembra un pittore tutto da scoprire, grazie
    M.

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  2. Lettura davvero interessante, che mi pare confermi(ad una profana di pittura) che è l'arte pittorica a fare nascere le storie. Questo bisogno insopprimibile di costruire storie su di noi, sul mondo e che nel dipinto si condensa in un'immagine sulla quale sono disseminati indizi da interpretare e da intrecciare per raccontarci..qualcosa.
    Di questo quadro, così intelligentemente interpretato mi colpisce la mano di Venere che "tiene" la ghirlanda. E' lei che ha suggerito a Cupido che "poteva farlo" o Cupido aveva cominciato e lei era stata al gioco?
    Non importa, quella mano è l'autorizzazione ultima all'amore che accoglie sì il gioco ma anche la trasgressione.
    R

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  3. Cara Grazia, ancora una volta. mi inchino davanti alla tua sapienza e cultura.
    Sto imparando moltissimo da te, cara amica.
    Mi accorgo che fino ad ora, davanti ad un'opera d'arte difficilmente ho saputo cogliere tutti quei particolari che non avrei dovuto trascurare.
    Ti ringrazio di cuore per darmi sempre queste grandi possibilità.
    Ciao cara Grazia, passa una Buna domenica!
    Lara

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  4. Come Lara ti ringrazio per la grande generosità con cui condividi la bellezza e la conoscenza, di cui si può andare alla ricerca anche da soli, è vero, ma che è sempre tanto più appagante scoprire insieme agli altri.
    Trovo molto belle le riflessioni finali di Gil sull'amore come offerta reciproca e giocosa anche della propria ombra, delle proprie imperfezioni e di tutto ciò in noi che chiede di essere accettato e redento dallo sguardo amorevole dell'altro.
    Un abbraccio a entrambi da una papera riconoscente

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  5. bravi, bravi :))

    mt

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  6. Bravi anche da parte mia : bella la scelta, belli i due commenti. Mi fanno riflettere su Lotto, che era un gran pittore e sull'idea di trasgressione nel Cinquecento. Forse molto poco è cambiato nella rappresentazione d'amore e,come dice R mi piace pensare che sia la donna che autorizza ogni offerta di amore.
    Anna

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  7. Proprio bello questo post, una scoperta trovare un blog che spieghi con tanta intelligenza e interpreti con tale profondità un dipinto difficile.Conoscevo Lotto ma non questo dipinto e credevo fosse pittore solo di quadri religiosi e vi ringrazio per avermelo fatto vedere sotto una luce diversa
    Mi chiamo Stefania, a presto

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  8. Il dipinto è bello,sensuale e innocente, tutto da scoprire. Con le vostre parole lo avete reso meraviglioso
    A.

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  9. si respira l'arte!!
    un saluto tiziana

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  10. grazie G, imparo un sacco di cose, da te.

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  11. @ Marco : hai ragione è un dipinto inconsueto di Lotto, che rimane comunque un pittore da scoprire anche per la sua capacità di innovare soggetti religiosi: pensa all'Annunciazione di Recanati con un gatto che "ruba la scena " alla Madonna.

    @ Roberta : bellissima come al solito la tua intepretazione e l'importanza data alla mano femminile che autorizza ( o suggerisce) la trasgressione amorosa.

    @ Lara : grazie per i complimenti ed è vero un'opera d'arte la si gusta meglio insieme perchè i particolari i dettagli si scoprono condividendo lo sguardo.

    @ Duck : sono molto belle le riflessioni di Gil sull'amore come "offerta libera e giocosa anche delle proprie imperfezioni", sullo "sporcarsi" come parte importante dell'amore, del gioco, dell'abbandono di sè. C'è una bellissima poesia di Boris Vian, Scrivo il mio nome, che questo dipinto in qualche modo evoca e che forse varrebbe la pena leggere.

    @ mt: grazie ( detto da te vale il doppio, anzi il triplo)

    @ Anna : é vero l'idea di Roberta dell'autorizzazione da parte della donna, di Venere, la trovo anch'io molto profonda.

    @ Anna e Tiziana, grazie tantissime !

    @ Katia grazie anche a te , ma sono io che imparo da voi.

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  12. decisamente OT:

    eh sì! tu sì che hai un blog degno di essere definito tale, Grazia carissima!! io sono troppo pigra!

    (sofferenze?? a chi lo dici!) :-*

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  13. Ciao Grazia! Eccomi qui a scoprire il tuo mondo.... devo dire che,adesso, sono doppiamente felice della tua visita. Mi hai dato la possibilità di conoscerti e, leggendo questo post,di rituffarmi nei miei studi passati; avevo un'ottima prof di Storia dell'arte che mi ha insegnato ad amare questa materia più di ogni altra. Tu,con il tuo scritto, la dovizia, la cura dei particolari,la simbologia e le considerazioni personali me l'hai ricordata, ma devo dire che lette qui,a distanza di anni, hanno un altro sapore, Grazie! Anch'io tornerò a farti visita, i tuoi post hanno bisogno di un'attenzione particolare.
    A presto Lecoq

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  14. Ho letto tutto, ma non ho trovato quello che è evidente e di una semplicità lampante: Lorenzo Lotto è un amante del "pissing" che è una pratica erotica, nonché categoria piuttosto comune nei siti porno. Mi dicono. :-)
    ac sempre in attesa di essere bannato.

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  15. Lorenzo Lotto è stato un grandissmo della pittura.Le sue opere ben si possono definire immortali.
    Ricordo,una decina di anni fa una mostra strepitosa a lui dedicata, all'Accademia Carrara di Bergamo.

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  16. @ ac :non ti banno ma mi informo

    @Lecoq : Grazie delle tue parole. E' vero :è spesso un insegnante che ci fa amare la storia dell'arte.Io ne ho avuto uno formidabile al liceo ed è per questo che l'ho scelta come professione.

    @Costantino :concordo completamente con te.Lotto è stato un grandissimo della pittura.Avere l'occasione di vederlo in mostra o visitando chiese e musei
    nelle Marche o a Bergamo, è un'esperienza straordinaria.

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