sabato 11 aprile 2015

La nuda bellezza: “La donna allo specchio” di Christoffer Wilhelm Eckersberg




Un piccolo dipinto (cm 33x26) oggi conservata alla Hirschprung Collection di Copenhagen: una donna, raffigurata di spalle, con i fianchi coperti da un telo bianco, di fronte a uno specchio appeso alla parete:



Tutto qui. 
Eppure questa tela sa incantarci con il fascino di un'immagine che sembrerebbe senza tempo, se non ne conoscessimo la data di esecuzione, il 1841 e il nome dell’autore: il danese Christoffer Wilhelm Eckersberg (1783-1853). 
Quando la dipinge, il pittore è un uomo maturo, al culmine della sua carriera e con un ruolo di caposcuola riconosciuto anche al di fuori della Danimarca.
La sua formazione è avvenuta tutta all'interno della cultura neo-classica. 
Dopo gli studi all'Accademia di Copenhagen, un matrimonio sfortunato lo costringe ad allontanarsi e a viaggiare per l’Europa: durante un lungo soggiorno a Parigi, entra in contatto con Jacques-Louis David, mentre, la successiva permanenza a Roma, gli consente di studiare i monumenti dell’antichità e di iniziare un bel rapporto di amicizia col celebre scultore Bertel Thorvaldsen.
A Roma, come molti altri pittori del Nord, rimane folgorato non solo dai rumori, dai colori, dagli odori, ma, soprattutto, dalla luce.
All'epoca non è raro vederlo lavorare all'aperto, con la sua scatola di colori e la seggiola pieghevole, scandalizzando i passanti e i pittori suoi coetanei: quella di dipingere all'aria aperta è ancora una pratica del tutto inconsueta, ma per Eckersberg diventa un abitudine. 
Tanto che, da allora, la luce assume un ruolo dominante in tutti  suoi dipinti, insieme agli elementi tratti dalla realtà di tutti i giorni.
Ispirarsi sia alla natura che all'antichità classica per trovare la verità”: è la concezione che sta alla base della sua pittura, come delle lezioni che, una volta rientrato in patria, tiene all'Accademia di Copenhagen.  
Saranno proprio quelle lezioni che formeranno un’intera generazione di pittori e che gli daranno la fama di ”padre della pittura danese”.
Unire concezioni classiche e attenzione alla realtà è il principio che intende attuare nei suoi tanti dipinti, dai paesaggi, alle scene di mare, alle nature morte. 
Ed è anche quello che vuole realizzare in questo suo straordinario nudo di donna.

Nessuna traccia di leziosità, nessun travestimento mitologico: una giovane donna, intenta ad acconciarsi i capelli alla moda del tempo, è colta in un momento di intimità, ignara di ogni spettatore, quasi fosse spiata di nascosto e circondata da oggetti che rimandano alla vita quotidiana: l’angolo di un tavolo coperto da un drappo, una scatolina porta-gioielli, uno specchio con una semplice cornice di legno. 
Quasi che una Venere, degna una scultura classica, si fosse calata nella realtà di tutti i giorni, nella stanza di un appartamento borghese, nemmeno tanto lussuoso, trasformandosi in una donna moderna enigmatica e irraggiungibile.
La luce fredda del nord ne rivela le forme con la stessa imparzialità, con cui si posa sui particolari o sulla tinta grigio-verde della parete.
La sobrietà dell’insieme, la nitidezza dei contorni, la freddezza dei colori allontana ogni idea di sensualità e ogni tentazione di erotismo. 
Niente di eccessivo, niente di ostentato.
In questa serena e silenziosa intimità quotidiana sta tutto il fascino del dipinto, capace di restituire, libera da ogni sovrastruttura, un’immagine femminile di pura e nuda bellezza.








Qui e qui si può approfondire la biografie e l'arte di C.W. Eckersberg 


15 commenti:

  1. un'immagine di pura e nuda e MORBIDA bellezza:)
    Bellezza vera:)

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    1. Bellezza vera proprio perché morbida, vero? :-)

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  2. Bello il dettaglio del braccio che copre la parte inferiore del volto; lo specchio dovrebbe svelare le fattezze della fanciulla, che rimane invece avvolta nel mistero. Grazia è sempre un incanto leggerti.

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    1. Grazie, Paola! È un incanto scoprire dipinti come questo!

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  3. la bellezza dell'anima messa a nudo....è semplicemente incantevole

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  4. Sfumatura alta eh? La prenderebbero sicuramente nei marines. :-)

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    1. Proprio così, come in molta pittura nordica, si mescolano semplicità e verità!

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  6. Nuovo anche per quella luce fredda che gli hai trovato e che delimita in modo più netto l'interno fermandosi sui suoi dettagli.
    Un abbraccio:)

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    1. Proprio la luce fredda del Nord, vero?

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  7. E' un taglio prospettico che ha qualcosa di originale e, ti dirò, lo sguardo mi si è fermato sulla sapienza con cui ha dipinto i capelli. Riprendo dunque il commento di Silvia: semplicemente meraviglioso.

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