sabato 18 aprile 2015

Tra terra e mare : i “Porti di Francia” di Claude-Joseph Vernet




Ci sono dei dipinti che fanno viaggiare nel tempo e nello spazio: quadri, come questi, ad esempio, capaci di trasportarci, tra terra e mare, nella Francia di metà Settecento. 

Una grande tela con il "Porto di Antibes" di Claude-Joseph Vernet (1714-1789), datata 1756 e attualmente conservata a Parigi al Musée National de la Marine:


Da una terrazza ombreggiata di palme, due persone guardano il mare, riparandosi con un parasole. 
In basso, lo scorcio di una campagna con aranceti e alberi da frutto, mentre a sinistra un convoglio militare rientra nella sua guarnigione. 
All'orizzonte si staglia il profilo di una città affacciata su un ampio golfo.

In un altro dipinto con il "Porto di Bayonne", anch'esso conservato a Parigi al Musée de la Marinerie, Vernet raffigura, in primo piano, contadini occupati nel lavoro dei campi e alcuni passanti, visti in controluce, che si fermano a guardare il porto alla confluenza di due fiumi, mentre il tramonto tinge di rosa gli edifici della città in lontananza.



Potrebbero sembrare vedute di fantasia, create per la decorazione di un salotto di qualche palazzo. 
E, invece, no. 
Sono due delle grandi tele- le dimensioni sono sempre di cm 165x263- di una straordinaria serie destinata a rappresentare, più esattamente possibile, l'ubicazione e le caratteristiche di tutti i porti francesi.
Il progetto, voluto dal Marchese di Marigny, influente ministro del re Luigi XV, ha lo scopo di illustrare la prosperità del paese, frutto del buon governo del re, ma anche la potenza marittima della Francia e di contrastare- almeno in pittura- l’immagine dell’Inghilterra come dominatrice dei mari. 
E- si sa- quando c'è di mezzo la "grandeur de la France", non ci sono ostacoli che tengano: l'elenco delle località e l'itinerario sono pronti e i soldi sono già stanziati.
Quanto al pittore, Marigny non ha esitazioni: bisogna scegliere il migliore.
E il migliore, allora, è Claude-Joseph Vernet.  
All'epoca, è appena tornato in Francia dopo aver trascorso ben vent'anni a Roma dove si costruito un'eccellente reputazione di pittore paesaggi e di marine, mescolando rimandi alla tradizione classica di Claude Lorrain con influenze delle vedute contemporanee di Giovan Paolo Panini. 

Il 27 settembre del 1753 il Re gli assegna la commissione.
Vernet inizia, allora, un viaggio che lo porterà a girare tutta la Francia dal Mediterraneo all'Atlantico e che durerà dieci anni.
Dieci lunghi anni, passando da un porto all'altro, osservando, misurando e disegnando nei suoi taccuini tutto quello che vede. 
Senza contare le lunghe giornate in studio per eseguire i dipinti e il tempo per spedirli con ogni cura a Parigi, dove vengono esposti al pubblico nel Salon del Louvre.
Di certo, l'organizzazione non è facile: Vernet si lamenta dei continui spostamenti e delle spese per alloggiare la famiglia che, in genere, lo segue da un porto all'altro.
Come a Bordeaux dove si tratterranno due anni e dove Vernet, per mantenere moglie e figli, dovrà lavorare anche per committenti privati. 
Nella veduta del porto, datata 1759 e ora conservata a Parigi al Musée National de la Marine, sotto il sole ancora basso del primo mattino, raffigura con grande precisione i nuovi edifici che abbelliscono la città e l'elegante terrazza che affaccia sull'oceano:




L'impegno per Vernet è sempre più pressante, ma il progetto è troppo importante per rinunciarvi.
Anno dopo anno, continua a lavorare, spronato dalle frequenti lettere di Marigny che avanza sempre nuove richieste. 

A Marsiglia, le istruzioni specificano che dovrà inserire nel dipinto "edifici commerciali di tutti i tipi e personaggi di tutte le nazioni".
Ed ecco che in questa tela, ora conservata a Parigi al Palais Chaillot, sullo sfondo delle navi che affollano il porto, tra facchini, marinai, dame e gentiluomini eleganti, si inventa- tra il formicolare della folla- un gruppo di uomini con turbanti e abiti "alla turca" per alludere ai commerci con l’Impero ottomano.



Quando, invece, deve raffigurare il porto di Tolone si documenta sulla tecniche di costruzione e di riparazione delle navi, sulla forme  delle imbarcazioni e sull'approvvigionamento delle vettovaglie che Martigny gli ha chiesto espressamente di rappresentare. 
Nella tela, illuminata da una luce chiarissima, ora conservata a Parigi al Musée National de la Marine si spinge fino a definire, a destra, ogni dettaglio del grande veliero che domina la scena. 
Tra la folla che si accalca indaffarata, inserisce anche un piccolo gruppo di galeotti condannati a remare sulle vicine galee, che, sorvegliati a vista, trascinano pesanti catene.




Quando può, come in questa tela del "Porto di Sète" ora al Musée National de la Marine cerca di derogare alle regole e ravviva la visione del porto, visto da lontano, raffigurando una tempesta e le grandi onde che scuotono le navi.



Nel 1763 Vernet consegna a Marigny l'ultimo dipinto della serie, il quindicesimo dei ventiquattro previsti all'origine: le condizioni politiche sono cambiate e il progetto non interessa più.  
A questo punto, può tornare a dipingere per una committenza di amatori entusiasti, con una reputazione accresciuta e con prezzi ben più alti di quelli con cui aveva iniziato.
In dieci anni ha consegnato una serie di dipinti che sono vere e proprie scatole delle meraviglie, dove ognuno può trovare quello che più gli interessa: dalla storia della marineria, a quella del territorio, a quella delle vie dei commerci.
Ma Vernet offre, nelle sue tele, ben più di una mera testimonianza documentaria e, con l'armonia dei suoi colori, la sua capacità di rendere la trasparenza dell'acqua, la luce dorata dei cieli o l'impalpabile delicatezza delle nuvole, riveste le sue rappresentazioni di tutte le qualità della pittura. 






Per chi voglia viaggiare tra i porti di Francia raffigurati da Vernet (in ordine cronologico: Marsiglia, Bandol, Tolone, Antibes, Sète, Bordeaux, Bayonne, La Rochelle, Rochefort, Dieppe) qui può trovare un'amplissima documentazione ed entrare letteralmente dentro ogni quadro per scoprirne tutti i dettagli. 


12 commenti:

  1. Bellissima carrellata di porti. Alcuni hanno un'aria esotica, quelli che si affacciano sul Mediterraneo, altri hanno un'aria più "nordica" quasi inglese. Comunque sia un bel progetto, peccato non abbia avuto la possibilità di portarlo a termine. Ciao Grazia

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    1. É vero: c'é tutta la diversitá di un paese che affaccia sul Mediterraneo e sull'Altantico!

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  2. Stupende queste aperture sul paesaggio e sui cieli. Una serena settimana Grazia :)

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    1. Anch'io le trovo immagini molto suggestive. Serena settinmana anche a te!

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  3. Ho pensato di organizzare una gita per tutti i porti di Francia !!!!
    Ciao
    Marco

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    1. Perché, no? Mi pare un'ottima idea!

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  4. Anche il sito a cui rimandi è bellissimo. Se fossi una fotografa farei un progetto per andare a fotografare tutti i porti dipinti da Vernet con la stessa inquadratura, per vedere come sono cambiati in tutti questi anni.

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    1. Sarebbe davvero bello: potremmo proporlo al Musèe National de la Marine!

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  5. Questo Marchese di Marigny aveva idee molto chiare e siamo grati a lui e al pittore se ci danno la possibilità di ammirare queste meraviglie.

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    1. Non solo Marigny aveva le idee molto chiare ma, essendo nipote della favorita del re Madame Pompadour, sapeva bene usare tutti gli strumenti della seduzione anche in politica.

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  6. Che colori e che sfumature ... quanta cura dei particolari ... grazie a Vernet e a te che ce lo hai presentato. Buona settimana.

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    1. É stata anche per me una bella scoperta! Buona settimana anche a te!

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