martedì 10 maggio 2011

Carpaccio, due dame, l'attesa: un giallo (1)





Ci sono molti enigmi nella storia dell'arte.
A volte sono veri e propri gialli.





Nel caso delle "Due dame veneziane" l'unico elemento sicuro è l'autore, la cui firma, ormai illeggibile, è in basso a sinistra.
È Vittore Carpaccio (1455/60 - 1525/26): un grande narratore di storie, capace di creare, con uno stile facile e accattivante, dipinti ricchi di dettagli, di elementi esotici e di particolari tratti dalla vita quotidiana.
La data, invece, è incerta, ma, probabilmente, è collocabile  tra il 1496 e il '98.


L'enigma vero sta tutto nel soggetto.
Due donne sedute su una terrazza: una, più vecchia, che gioca con due cani e l'altra che tiene in mano un fazzoletto. 
Nessuna di loro guarda verso lo spettatore, ma tutt'e due sembrano assorte in un loro segreto e indecifrabile pensiero.
Hanno i capelli acconciati con una crocchia alla sommità e riccioli ai lati del viso.
Sono di quel "biondo veneziano", tanto apprezzato all'epoca, che richiedeva la pazienza di interminabili sedute al sole e apposite preparazioni schiarenti.
Anche l'abbigliamento è all'ultima moda: vesti a vita alta, con profonde scollature e maniche staccabili, unite all'abito da una serie di laccetti, che lasciano intravedere fini e bianchissime camicie.
Una delle due donne calza delle eleganti pantofole rivestite di velluto, mentre un paio di zoccoli rossi sono abbandonati a terra. Hanno altissime zeppe: sembrano  i "calcagnini" allora assai diffusi.

Il balcone appare quasi angusto, tanto è affollato: due cani, una pavoncella, un pappagallo e perfino un giovane paggio che si affaccia, a sinistra, dalla balaustra.
Sul parapetto, due tortore, un vaso in ceramica con un fiore troncato all'altezza del gambo, un'arancia e una pianta di mirto.
Le due donne sembrano in attesa, un' attesa lunga, monotona- si direbbe- per la posa oziosa, lo sguardo perso nel vuoto e l'aria trasognata e pigra.
Sono assenti, distaccate: nessuna guarda verso di noi.
In quali pensieri sono assorte ? Che cosa aspettano? Chi sono?

Due cortigiane che, in un ambiente di mollezza e di pigra voluttà, attendono i loro clienti: questa l'interpretazione che, per lungo tempo, ha acceso la fantasia di scrittori e storici dell'arte.
Un'interpretazione suggestiva, forse anche troppo: meglio non fidarsi.
Le due donne, intanto, sono molto eleganti.
Il loro abbigliamento non è da  cortigiane. È, invece, del tipo riservato alle dame di alto rango, secondo le norme sul vestiario emanate dalle autorità veneziane: le perle che ornano le vesti erano destinate solo alle donne "oneste", così come le collane a uno o due fili.

E gli zoccoli ? È vero che erano indossati soprattutto dalle prostitute, ma quelli raffigurati, in realtà, non raggiungono l'altezza vertiginosa dei "calcagnini", calzati dalle cortigiane e che conferivano loro la caratteristica andatura ondulante.
Manca poi l'elemento che, a  Venezia, per legge, era obbligatorio  per esercitare il meretricio: il fazzoletto giallo.

Le cose si chiariscono se si comincia a indagare il significato degli oggetti che affollano il terrazzo. 
Nessuno di loro è posto lì a caso. Tutti hanno un senso.

Nel  vaso in ceramica sul parapetto, per esempio,  è visibile uno stemma nobiliare. Difficile pensarlo esibito in un dipinto, dove fossero effigiate donne di dubbi costumi.
E poi ci sono i tanti simboli d'amore.
Le due tortore sul davanzale alludono all'intimità di un sentimento ricambiato: tubano come due tortorelle, si dice, ancor oggi, degli innamorati. 
Anche la pavoncella era, all'epoca, un simbolo di concordia e di fecondità.
Ma di quale amore di tratta? Di un amore coniugale, parrebbe.

Il grande fazzoletto di un bianco immacolato che la giovane tiene in mano è destinato ad asciugare le lacrime per la lontananza dell'amato e, proprio per il candore del colore, è simbolo di un bonus amor, di un amore legittimo.
Di una donna maritata, si tratterebbe, quindi.
E il matrimonio è richiamato anche dall'arancia, un frutto generalmente donato alle spose (i fiori d'arancio sono tuttora legati alle nozze) e dal mirto, una pianta tradizionalmente riferita a Venere.

Se si prosegue, si trova, addirittura, un'allusione alla Madonna.
Perchè è a Maria che rimanderebbe, secondo la tradizione, il pappagallo: l'uccello che si pensava ripetesse, nel suo verso, la parola "Ave", il saluto dell'angelo al momento dell'annunciazione.
Un simbolo di purezza e di innocenza.


I cani poi- si sa- sono, da sempre, collegati alla fedeltà.

La donna più matura gioca con un cagnolino da compagnia- l'unico che guardi verso lo spettatore - mentre tiene a bada, con un frustino, un più aggressivo levriero.

È possibile che alluda al rigore del suo ruolo di custode della virtù e dell'onestà della giovane sposa, affidata alle sue cure.
E allora?
Allora è chiaro. Non sono cortigiane.

Sono due ricche e virtuose gentildonne, forse madre e figlia, come parrebbe a giudicare dalla somiglianza e dalla differenza d'età.
Due di quelle donne che, senza avere un'occupazione, erano costrette a rimanere a lungo in solitudine, nel loro ambiente domestico, ad attendere il rientro degli uomini, dei padri o dei mariti.
Ei tanti oggetti, a volte anche incongrui, che le circondano, più che rappresentazioni reali, sembrano la proiezione dei loro pensieri più segreti.

Ma qual è il significato della scena?
Nel retro del dipinto appaiono altri elementi: un taglio della tavola e la presenza di un gancio indicano che, all'origine faceva parte di una composizione più grande.
Ma se il dipinto è tagliato, qual è il pezzo mancante ?
E qual è il significato del giovane paggio che  sta entrando nella terrazza ?
E perché il fiore nel vaso appare troncato all'altezza del gambo?
Che stia là la chiave del mistero ?
Troppe domande!
Insomma è davvero un  giallo.
E, come per tutti i gialli che si rispettino, un po' di suspense ci sta bene

(alla prossima puntata)






20 commenti:

  1. Mamma mia ! Attendo con ansia la prossima puntata. E poi sui simboli, non si finirebbe piú di parlare.

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  2. Naaaa !!! Così non vale se ci lasci sul più bello.
    Potrei fare un'ipotesi, cioè che le due signore attendano i mariti che tornano dalla guerra. Se è giusta lo saprò alla prossima puntata, ma è difficile aspettare. Quando la pubblichi ?
    M.

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  3. Mi associo a M.
    Non vale!
    E invece vale, quest'attesa rende tutto molto più bello - se ce ne fosse bisogno.
    (come mi piace questo notare ogni minimo particolare, soprattutto ogni singolo, piccolo riferimento alla vita quotidiana e domestica: le scarpe, le acconciature, i dettagli delle vesti etc)

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  4. Anch'io aspetto e nel frattempo posso fare un'ipotesi. Secondo me le due dame non aspettano i mariti che ritornano dalla guaerra , come ha detto M., perché mi sembrano più scocciate che preoccupate. Secondo me anche i mariti sono in terrazza nella parte che è stata tagliata. Non vedo l'ora di saperlo.
    Sara

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  5. Veramente molto divertente il giochino.Mi provo anch'io con l'ipotesi che le due dame aspettino due amiche in ritardo con cui parlare dei mariti lontani.Può essere ? Aspetto con impazienza il finale.
    Sempre sorprendente il tuo blog !
    Anna

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  6. Non c'è che dire: abile suspense. Degna dei migliori gialli, ovvero quando il capitolo si "ferma sul più bello".
    Ancor più denso di suspense se il prossimo post non sarà il sequel, bensì arriverà successivamente, inframmezzato da un altro che non abbia nulla a che vedere con questo. Che dite?! Sì, forse Grazia è stata a lezione dal "buon" Lucarelli.
    Bye&besos

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  7. Il giovane paggio non è stato abbastanza tempestivo.
    Stanno arrivando. Sono su cavalli bardati, sollevano polvere e sassi. Il giovane e il vecchio conducono nella casa nobiliare, leggiadramente sedute di lato, in grembo ai cavalierie e in groppa al cavallo, due belle cortigiane.

    Di lì a un attimo la giovane donna lascerà cadere il fazzoletto bianco, e l'anziana si leverà in un urlo bestiale, si scarmiglierà e aizzerà i cani.


    No, eh :))


    mt

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  8. E quel biglietto sotto la zampa del cagnone? c'entrerà mica il Cangrande? E l'uccello vicino al paggio cos'è? un fagiano? Ci terrai sulle spine per un po', birbantella... la nostra Grazia la sa lunga.E lei sa bene quanto adoro questo genere di intrighi da pittori.

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  9. Attenzione al cane, quello con le zanne. Sarà pure un simbolo di fedeltà, ma mi sembra che qualcosa c'entri.E il piccolo che guarda verso l'osservatore, secondo me c'entra qualcosa anche lui. E dove sono gli uomini ? I cani sono inquieti...
    Vedi, basta che non frequenti il tuo blog per un po' e subito ne combini di ogni. Ciao
    Luca

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  10. E suspense hai sul serio creato. Ti faccio gli ennesimi complimenti per il modo strepitoso con cui scrivi di aspetti storici e culturali complessi e significativi.

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  11. Anche secondo me nella II puntata giocherà un ruolo decisivo il cane tenuto a bada.
    Aspetto :-)))))

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  12. Invece io sono convinto che la chiave stia nel paggio.Perchè sta entrando nella terrazza e perchè le donne non lo guardano ? Secondo me quel paggio la sa lunga.
    Carlo

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  13. Il cane zannuto con biglietto ha una posizione analoga, rispetto alla donna più anziana, al pappagallo in relazione alla donna giovane. Il pappagallo parla, il biglietto pure. Il mio amico Sherlock sta fremendo, ma Watson è in vacanza alle Seychelles (credo per cercare scoop sui Reali Sposini) e senza di Lui il buon Holmes si sente un po' perso.
    Grazia cara, credo che serva l'intervento del tuo amico Ispettore Poirot.

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  14. Grazie a tutti per i commenti.
    Ricapitolando:

    @ Marco : i mariti non sono in guerra.
    Ha ragione Sara : le signore sono più annoiate che preoccupate.

    @ Anna : non aspettano le amiche in ritardo

    @ Alea : suggestiva ricostruzione ma non è quella. Anche se non escludo che il cane, prima o poi, azzanni qualcuno

    @ Giacy.nta : il cane tenuto a bada forse si scatenerà, ma non è la chiave

    @ Carlo : nemmeno il paggio, anche se qualcosa c'entra

    @ Duck: gli oggetti vanno analizzati uno a uno, perchè sono gli indizi che porteranno alla soluzione.

    @ Taurus, Adriano, Nela : la prossima puntata si avvicina e allora saprete tutto.

    @ Paola: bellissima l'idea di Cangrande ma sei fuori strada. Forse dovrai richiamare Watson dalle Sychelles. Intanto ho inviato un cablogramma a Poirot.

    A presto

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  15. Dire che non ho mai amato questo quadro... fino ad oggi! Aspetto impaziente

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  16. Temevo di aver perso questo post che non avevo ancora letto.
    Come sai, cara Grazia, tengo sempre per ultime le letture del tuo blog.
    Aspetto anch'io la prossima puntata. Ci vorrà davvero Poirot?
    Ciao e a presto...
    Lara

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  17. È il mio quadro preferito. Lo conosco bene. Nella parte mancante, che è molto grande, si vede un gruppo di uomini, giovani e meno giovani, che giocano con una palla. Le due donne si annoiavano allora come si annoiano adesso le nostre contemporanee di fronte ad una partita di calcio. Posati a terra, nella parte di terrazza qui invisibile ci sono altri oggetti, tra i quali una radio a pile per sentire tutto il calcio minuto per minuto. Il bigliettino a terra è la schedina del totodoge di quella settimana.
    Spiacente di aver rovinato la suspence.
    CSTLDA

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  18. Inutile dirti cara Grazia che hai incuriosito molto anche me ed ora attendo il seguito con molta impazienza.

    un abbraccio

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  19. @ cstld : ci hai quasi indovinato.Lo sapevo che sei un conoscitore !

    @Lara e Iulia : la soluzione sta per arrivare, Poirot permettendo.A presto

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  20. Holmes ha appena ricevuto una cartolina da Watson, proviene da Los Angeles e raffigura il Getty Museum. Altro che Seychelles! Credi sia un indizio? Il buon Sherlock sta preparando la ventiquattr'ore (che consiste in una valigetta con cappello di ricambio e una doppia fornitura di tabacco per pipa) per volare a Los Angeles, non ha voluto dirmi altro. So che aspetta con ansia notizie da Poirot.

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