venerdì 1 novembre 2013

Il Ciclo dei mesi di Torre Aquila a Trento: novembre




Sembra quasi impossibile in questi giorni, in cui si avverte ancora nell'aria la dolcezza dell’estate, ma il mese di novembre sta per iniziare. 
Il tempo incalza ed è già l’ora di staccare il foglio dal calendario e di vedere cosa ci riserva l’undicesima scena del Ciclo dei Mesi di Torre Aquila a Trento.


La parte alta è riservata agli svaghi dei nobili e all'attività tipica del mese: la caccia. E non è una caccia qualsiasi. 
Tra gli alberi che cominciano a perdere le foglie e le rocce aguzze delle montagne di un colore ocra che da solo evoca l’autunno, al suono del corno, un gruppo di aristocratici, preceduto da uno stuolo di battitori e da mute di cani, si cimenta nell'inseguimento di un’orsa con i suoi piccoli. 


La caccia all'orso, all'epoca degli affreschi, agli inizi del Quattrocento, era ancora considerato un passatempo prestigioso da riservare solo alla più alta nobiltà. 
Anche nelle valli e nelle montagne trentine, feudo del committente del ciclo, il principe Giorgio di Liechtenstein, gli aristocratici erano gli unici a potere esercitare il diritto di cacciare la selvaggina di grossa taglia nei fitti boschi che ricoprivano gran parte dei territorio. 
Per i più giovani, la caccia all'orso, avventurosa e crudele, era l’occasione di impratichirsi nell'uso delle armi e di dare prova del loro coraggio.

La scena di caccia continua nella parte centrale dell'affresco: un gruppo di cavalieri, tutti armati di picche e di lance, sta per inoltrarsi per la montagna, mentre altri si prendono una pausa per riscaldarsi al caldo di un fuoco acceso. Il clima, probabilmente, è già rigido.
I campi sono deserti perché, all'approssimarsi dell’inverno, i contadini hanno sospeso i loro lavori. 
Tutta l’attività si concentra ora alle porte delle città, che, in vista della brutta stagione, cominciano ad approvvigionarsi con i prodotti della campagna.

Ed ecco che, in basso, è raffigurata la città di Trento che ha l'aria di  un paese da favola con le sue mura bianche, i tetti, i comignoli e il campanile aguzzo di una chiesa. 
La rappresentazione, interrotta dall'esile colonnina che divide le scene dell'affresco, continua nell'attiguo Mese di dicembre.


Attraverso una porta della cinta muraria, dopo aver attraversato il ponte di legno che valica il fossato, i porcari stanno per entrare in città: portano con loro i maiali, che fino ad allora hanno allevato all'aperto, nutrendoli con le ghiande dei boschi.
È arrivato il tempo della macellazione che, secondo la tradizione doveva avvenire nel periodo compreso tra la festa di sant'Andrea (30 novembre) e quella di sant'Antonio (17 gennaio), nel momento in cui, dopo la pastura estiva, iniziava la stagione più adatta alla conservazione delle carni. 
In città i "beccai" (i macellai), i "salaroli" e i "lardaroli " sono già in attesa di iniziare il loro lavoro. Sanno che tutti aspettano di riempire le loro dispense.
L'inverno è alle porte e non c'è di meglio che affrontare la brutta stagione al caldo e con la certezza che tutto il necessario è assicurato.  
I contadini rimarranno a sorvegliare i campi, mentre molti dei ricchi aristocratici lasceranno la campagna e i loro svaghi all'aria aperta per rifugiarsi nel chiuso delle loro lussuose dimore cittadine.

Novembre è già iniziato, tra un po' l'anno si concluderà: negli affreschi le attività dei contadini e gli svaghi dei nobili si sono susseguite, mese dopo mese, mentre nello sfondo ininterrotto il paesaggio variava col mutare delle stagioni. 
Dopo la neve dell'inverno, è spuntato il verde tenero dei primi germogli primaverili, e, poi, il giallo delle messi dell'estate ha ceduto il posto ai colori caldi dell'autunno. 
E chissà che il committente, nell'intimità della raffinata sala di Torre Aquila, che ha fatto costruire e decorare con le pitture di Mastro Venceslao, nel contemplare gli affreschi  che si snodano sulle pareti, con le loro scene che seguono il succedersi dei periodi dell'anno, non mediti sul trascorrere del tempo e della vita. 
E che non gli affiorino alla mente pensieri simili a quelli espressi nei versi che un poeta inglese aveva dedicato, un secolo prima, all'ineluttabile ripetersi del ciclo della natura:

"...ecco che il tempo del mondo combatte l'inverno,
il freddo affonda nel suolo, si alzano le nubi,
scende in caldi scrosci brillante la pioggia,
cade sui prati e vi nascono i fiori,
la terra e i cespugli si vestono di verde,
gli uccelli cantano a gloria
della dolce estate felice che viene sulle colline,
e i bocci si gonfiano in fiore sulle siepi ricolme,
molti e nobili canti si odono nello splendido bosco.
Quindi la stagione d'estate coi venti leggeri,
quando Zefiro spira felice sui semi e le piante...
Ma poi s'affetta l'autunno e presto la tempra,
la vuole matura perché viene l'inverno..
Il vento rabbioso dal cielo lotta col sole,
cadono le foglie dagli alberi e si posano a terra,
e tutta s'ingrigia l'erba che prima era verde...
Scompare così l'anno in tanti ieri
e torna ancora l'inverno, com'è la legge del mondo"

(Sir Gwan and the Green Knight, versi 505-530, trad.di Piero Boitani)





16 commenti:

  1. Aspettavo con ansia l'inizio del mese per leggerti. Ora però mi dispiace di essere quasi alla fine di questo ciclo e mi chiedo cosa troverai ancora per noi!. Le tue storie, la tua cultura, il tuo spirito di osservazione mi affascinano ed mi incantano ogni volta che mi affaccio da te (e lo faccio quasi tutti i giorni). ..

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    1. Grazie Licia, anche per me è un gran piacere scoprire ogni volta cosa ci riserva il calendario e sapere che lo sto condividendo con i miei compagni di avventure di blog. Grazie ancora per le tue parole e a presto!

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  2. Almeno con te novembre comincia bene!! Buon mese e buon inizio autunno!
    Ciao
    Marco

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    1. Buon novembre anche a te. Il passaggio di questi giorni tra l'Italia e Bruxelles mi ha catapultato in pieno autunno. Se non ci fosse la pioggia sarebbe bellissimo!

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  3. Interessante anche osservare quanto siamo cambiati, quanto è cambiato il mondo. La caccia all'orso non mi manca, il freddo un po' sì.

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    1. Devo dire che qui a Bruxelles il freddo non manca.Gli orsi invece anche da queste foreste sono spariti da tempo!

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  4. Bella Trento, anche Arezzo è raffigurata in modo simile in certi dipinti. La caccia all'orso era destinata solo a pochissimi, ora tutti possono cacciare ...Anch'io mi domando, che troverai per il 2014?

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    1. Ora, cara amica, gli orsi non li cacciano, li avvelenano!
      Anch'io mi chiedo cosa troverò per l'anno prossimo, ma vedrai che prima di gennaio qualche nuovo calendario salterà fuori!

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  5. Stavo pensando la stessa cosa: come sarà il calendario del 2014?

    A me non manca né la caccia, né il freddo, né il passato... la vita era infinitamente più dura e proprio questi dipinti ce lo hanno mostrato nell'arco dell'anno. Che è passato in un battibaleno!

    Buon fine settimana Grazia. Mi sa che stai già preparando il 2014....
    Un abbraccio
    Cinzia

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    1. Eh si! Tanto bene all'epoca del Ciclo dei Mesi non si stava! Ma soprattutto stava male chi era nato dalla "parte sbagliata".....
      Buone giornate anche a te e ricambio l'abbraccio di tutto cuore

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  6. Puntuale arriva la tua bella introduzione al mese venturo...un piacevole rito, leggerti il primo di ogni mese!
    Buon fine settimana, Grazia.

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    1. Luisa, aprire il calendario del Ciclo dei Mesi è diventato un rito anche per me!
      Un abbraccio

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  7. Hai ragione quando scrivi "del colore ocra che evoca l'autunno" e quel verde spento che vira al giallo sembra il simbolo di una Terra che inizia il suo riposo autunnale.

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  8. E quella terra di sei secoli fa ha tutto il fascino e la malinconia che l'autunno mantiene anche ai giorni nostri

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  9. tutto è già stato detto e io non posso che accodarmi. e grazie, as usual

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