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sabato 20 luglio 2013

Tempo d'estate: la "Red canna" di Georgia O'Keeffe



"Ho deciso di dipingere fiori a una scala enorme, in modo che nessuno possa ignorarne la bellezza" (Georgia O'Keeffe)



Troppo belli sono questi giorni d'estate a Bruxelles.
Troppo pigra mi sento per scrivere tutto un post con una di quelle piccole storie d'arte che pure mi piacciono tanto. 
Queste lunghe giornate assolate sono talmente inaspettate che mi obbligano a goderne ogni momento.
Ho riempito la casa di mazzi di girasoli, sto cercando di far sopravvivere in giardino vasi di pianticelle variopinte.

Non posso rinunciare, però, a rivestire dei colori dell'estate anche il blog, pubblicando l'immagine più calda, vivace e gioiosa che sono riuscita a trovare: quella di uno degli enormi fiori di Georgia O'Keeffe (1887-1986), la "Red Canna", una tela alta poco meno di un metro, ora al Museo dell'Università dell'Arizona a Tucson.




Georgia O'Keeffe ha iniziato a dipingere le sue grandi tele floreali nel 1924.
Racconta lei stessa che un giorno d'estate, guardando un fiore, ha avuto come una folgorazione.
Ha pensato che, ingrandendone a dismisura le dimensioni, anche una semplice pianta potesse farci scoprire quanto di straordinario ci sia nelle cose che siamo abituati a vedere tutti i giorni, senza mai avvertirne la meraviglia. 

Ed è proprio la meraviglia che intende trasmettere con questa tela. 
Non si tratta, certo, dell'illustrazione precisa di un testo di botanica, né tanto meno di uno schizzo eseguito dal vero, spinta dall'emozione di un momento. 
È un quadro, invece, studiato in ogni particolare, partendo da una serie di disegni e tracciando, poi, i contorni dei petali, fino a arrivare a una composizione astratta che rievochi, con il suo insieme di linee e di colori sfavillanti, le forme stesse della natura. 
Il grande fiore occupa tutta la tela, anzi, arriva a oltrepassarne i bordi e quasi a tracimare nello spazio intorno.
È come se la pittrice fosse riuscita a catturare non solo l'essenza, ma anche tutta l'energia e la forza vitale della pianta fiorita, con una tale evidenza da darci l'impressione di vederla con la stessa prospettiva di un insetto.
Come avviene in altri dipinti della medesima serie, lo sguardo, guidato dalle linee sinuose dei petali, è attirato fino al centro del fiore, dove il contrasto stridente delle tinte rosa e gialle mette in evidenza gli organi riproduttori della pianta.
Le interpretazioni sessuali, pur sempre smentite, sono state inevitabili. 
E certo hanno contribuito a rafforzare l'impressione di vigore e di vitalità di un'immagine come questa.

Lontano le mille miglia dallo stereotipo della donna che dipinge fiorellini, Georgia O'Keeffe è stata un'artista anticonformista, indipendente, brusca, ironica. 
Ha studiato e insegnato belle arti a Chicago e ha partecipato, a New York, alle elaborazioni più sofisticate delle avanguardie. 
Sposata con un fotografo e gallerista notissimo come Alfred Stieglitz, si è aggiornata sulle tendenze dell'arte europea contemporanea, affascinata dall'astrattismo di Kandinsky e dalle sue teorie sui legami tra arte figurativa e musica. 
Lei stessa afferma di voler dare l'impressione che i suoi fiori abbiano il movimento e il ritmo di una danza.

Sarà per questo che mi pare che nelle forme ondulate  e nei colori fiammeggianti di questo dipinto risuoni la stessa ardente musica di questi caldi giorni di fine luglio.






QUI è il link al sito del museo dedicato a Georgia O'Keeffe nel deserto del Nuovo Messico, dove l'artista stabilisce a partire dal 1929.
E come possibile colonna sonora di queste giornate: "Summertime" interpretata da una straordinaria Janis Joplin.