A volte, navigando nel gran mare di internet, mi capita di pescare delle immagini come questa, che mi riportano indietro nel tempo, addirittura alla copertina di uno dei miei primi quaderni di scuola. E mi viene voglia di scriverci qualcosa.
"Se prendo il pesce d'oro te la farò vedere... se prendo il pesce d'oro mi sposerò all'altare...": sogna il pescatore della canzone di Fabrizio De André, (QUI è il link).
Il pesce d'oro, però, non l'ha mai visto nessuno.
Un'apparizione, al centro di un mare blu, dove ondeggiano piccole piante acquatiche turchesi.
Gli altri pesci rosa, violetto, malva, si dirigono verso gli angoli del quadro, per lasciarlo solo, da protagonista, al centro della scena.
Intorno a lui, nessuna vegetazione, nemmeno le alghe, turbano l'immobilità dell'acqua che appare scura e quasi nera.
Immerso nell'oscurità, il pesciolino sembra irradiare una luminostà splendente, con le sue scaglie dorate e l'occhio sottolineato di rosso: colori caldi, che contrastano con quelli freddi dell'acqua e delle piante.
Il giallo dell'oro, sul fondo scuro, il mare ridotto a linee pure, evocano il mondo del mistero e della fantasia.
Siamo nel 1925 e Paul Klee, "pittore-poeta", come gli piace definirsi, teorico d'arte e musicista, insegna in Germania alla Bauhaus di Weimar ed è nel periodo più intenso delle sue ricerche sul colore, sui segni e sul ritmo.
I suoi studenti lo adorano: dicono che abbia un grande senso dell'umorismo e che abbia sempre voglia di giocare e di mettersi in gioco. Violinista pieno di talento, si è appassionato alla musica, per la sua capacità di portare l'ascoltatore, al di là della comprensione razionale, nel regno puro delle emozioni.
"L'arte non ricopia le cose visbili, rende visibile quello che non è percepibile ai nostri occhi"- dice ai suoi allievi.
È affascinato, come molti artisti della sua generazione, dall'immaginazione debordante e senza regole dei bambini.
Nella rappresentazione del favoloso pesce d'oro, cerca di ritrovare la freschezza dell' infanzia e di mostrarcelo, come se fosse visto attraverso gli occhi stupiti di un bambino.
In realtà, il suo quadro è molto più sofisticata di qualsiasi disegno o dipinto infantile, che non potrebbe mai raggiungere l'armonia perfetta dei suoi colori, né il suo equilibrio sottile tra rappresentazione e astrazione.
Perché le sue pitture non sono mai del tutto astratte: anche per l'oceano incantato di questo dipinto la realtà rimane il punto di partenza.
Creando sottili variazioni di colore, trasforma un mare reale in un paesaggio magico e misterioso.
Poi, depura l'immagine, fino ad arrivare a comporre quasi un ideogramma.
È un pittore colto e raffinato e, insieme, un pifferaio magico, capace di trasportarci oltre i confini delle apparenze.
"I miei dipinti possono volare- dice- La mia fantasia e la mia matita sono le mie ali".
Non solo possono volare, ma anche immergersi, nell'acqua scura dell'oceano per ritrovare, proprio là, sul fondo, il magico pesce d'oro delle fiabe.
Eccolo.
Se lo seguiamo possiamo scoprirlo anche noi, purché ci lasciamo trasportare, almeno per un momento, nei territori senza tempo dell'immaginazione e del sogno.
Il dipinto di Klee è attualmente conservato alla Kunsthalle di Amburgo.








